Corte dei Conti, sentenza Casinò: Regione non può chiedere stop a esecuzioni immobiliari
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 09/02/2022

Corte dei Conti, sentenza Casinò: Regione non può chiedere stop a esecuzioni immobiliari

Il presidente Erik Lavevaz ha risposto al question time presentato dal consigliere del gruppo misto di minoranza, Mauro Baccega

Consiglio regionale, condanna della Corte dei Conti in merito alla sentenza Casinò: la Regione non può chiedere il blocco delle esecuzioni immobiliari in quanto aprirebbe un conflitto di interessi con il mandato dato al legale.

Il Question time

Si riassume così la posizione dell’amministrazione regionale in merito al question time presentato dal consigliere del gruppo misto di opposizione, Mauro Baccega (Forza Italia, ma eletto in Consiglio con Pour l’Autonomie), per chiedere la «sospensione delle procedure di esecuzione immobiliare nei confronti degli amministratori regionali coinvolti».

La risposta è arrivata direttamente dal presidente della Regione, Erik Lavevaz.

«La Giunta ha dato mandato a un legale per l’esecuzione della sentenza della Corte dei conti – ha spiegato il presidente in aula -. Eventuali disposizioni che si andassero a impartire all’avvocatura, o meglio, al suddetto legale, andrebbero in conflitto con il mandato che è stato conferito al legale stesso».

La vicenda

Ricordiamo che alla fine dello scorso mese di luglio, la sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti aveva condannato 18 tra consiglieri ed ex consiglieri valdostani (tra cui lo stesso Baccega) a risarcire alla Regione 16 milioni di euro per i trasferimenti, avvenuti tra il 2012 e il 2015, al Casino de la Vallée.

In merito, l’assemblea regionale aveva deciso a maggioranza di ricorrere alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione, mentre alcuni consiglieri condannati avevano deciso di presentare ricorso in Cassazione.

Il futuro

In attesa delle risposte da Corte Costituzionale e Suprema Corte, la Regione ha comunque diverse opzioni.

«L’ordinamento prevede anche che la sospensione su istanza del creditore possa essere eseguita e questa opzione sarà ovviamente presa in considerazione» ha concluso Erik Lavevaz.

La stessa decisione, però, toccherà al «legale incaricato nel momento in cui, tenendo conto dei tempi della procedura esecutiva e dei tempi per i ricorsi pendenti davanti alla Corte di Cassazione e della Corte costituzionale, dovessero profilarsi conseguenze irreversibili legate alla vendita degli immobili e possano esporre l’amministrazione a responsabilità e qualora si configurino esigenze legate al perseguimento dell’interesse pubblico».

(re.aostanews.it)

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