Forte di Bard: respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate per una contestazione da 3 milioni di euro
Il Forte di Bard in una foto d'archivio
CRONACA
di Thomas Piccot  
il 11/02/2022

Forte di Bard: respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate per una contestazione da 3 milioni di euro

La vicenda risale al periodo 2015-2016; Ornella Badery: «Prendiamo atto della sentenza, siamo soddisfatti»

Respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate per una contestazione da 3 milioni di euro al Forte di Bard. In primo grado la commissione tributaria provinciale aveva annullato una contestazione fiscale riferita agli anni 2015-2016.

La vicenda

In primo grado era stato riconosciuto che l’Associazione Forte di Bard è un ente non commerciale. La stessa, secondo la commissione, svolge attività non commerciale, nell’interesse pubblico. Era stato anche riconosciuto che i contributi erogati dalla Regione non sarebbero compensi. Per questa ragione, non sono da assoggettare a Iva.

La vicenda aveva avuto un risvolto penale, concluso nel 2019, con la richiesta di archiviazione della Procura di Aosta al gip. L’ipotesi di reato era dichiarazione infedele. Il tribunale del Riesame, infatti, aveva dissequestrato i conti dell’Associazione e un immobile dell’ex consigliere delegato Gabriele Accornero. Sulla base di questa pronuncia, era arrivata la richiesta di archiviazione. Secondo i giudici, i 13 milioni stanziati dalla Regione tra il 2013 e il 2017 a favore dell’Associazione Forte di Bard erano contributi a fondo perduto e non corrispettivi.

Ornella Badery: «Siamo soddisfatti, le ricadute sarebbero state pesanti»

Esprime soddisfazione Ornella Badery, presidente dell’Associazione Forte di Bard. «Io non commenterei la sentenza, ne prendo atto – dice al telefono Badery -. Ovviamente è chiaro che siamo soddisfatti, anche perché le ricadute sul Forte sarebbero stato state molto pesanti». L’Associazione, infatti, non era in grado, nei precedenti esercizi, di accantonare tale cifra a copertura di un eventuale esito sfavorevole. «Abbiamo accantonato dei fondi a copertura delle spese legali, che erano state importanti, ma una cifra del genere non avremmo potuto metterla da parte», dice ancora la presidente.

(t.p.)

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