Nus: manca l’acqua per irrigare, in 259 firmano petizione
comuni
di Luca Mercanti  
il 28/11/2022

Nus: manca l’acqua per irrigare, in 259 firmano petizione

Gli scriventi denunciano disservizi e sottolineano l'importanza dei ru chiedendone la modifica delle date di utilizzo

Manca l’acqua per irrigare a Nus, 259 residenti firmano un petizione per segnalare anche continui disservizi.

“Il problema si presenta con modalità sempre più gravi a partire dall’estate 2021, con una disponibilità di acqua per l’irrigazione via via inferiore, fino a venire a mancare totalmente in alcuni periodi – si legge nella lettera inviata, tra gli altri al sindaco di Nus e alcuni enti -. L’acqua fornita al territorio con il sistema dei ru viene impiegata principalmente per l’irrigazione (di prati, pascoli, campi, orti, giardini, frutteti, vigneti) oltre che per l’abbeverata del bestiame”.

Secondo gli scriventi “tali carenze sono imputabili solo marginalmente alla siccità che ha colpito il territorio. Le problematiche si sono avute, in forme differenti, sia nel periodo di tradizionale funzionamento dei ru e degli impianti d’irrigazione (1 aprile – 30 settembre), sia in quello successivo, in cui nelle derivazioni dei ru era comunque disponibile una discreta quantità di acqua corrente, andando a colpire gravemente lo svolgimento delle attività agro-pastorali aziendali, oltre a causare disagi ai privati cittadini che usufruiscono del sistema idrico”.

I residenti sottolineano come “l’attuale complessa situazione socio-economica sta mettendo a dura prova la sopravvivenza delle aziende agricole soprattutto a causa dei costi di produzione in forte crescita. La disponibilità di acqua rappresenta un elemento fondamentale per la loro permanenza sul territorio, ma nello stesso tempo lo è anche per gli orti/frutteti privati, sempre più basilari per la sussistenza famigliare”.

Fondamentale l’acqua dei ru

“Viste le mutate condizioni climatiche, la disponibilità di acqua fornita attraverso i ru risulta essere sempre più essenziale per le pratiche agro-pastorali, anche in periodi differenti rispetto a quelli consuetudinari attualmente in vigore – si legge -. Risulta quindi fondamentale rivedere le date (1 aprile – 30 settembre) per consentire l’irrigazione (se necessaria) anche anticipatamente, per poter garantire l’abbeverata degli animali presenti nei prati nella stagione autunnale (inizi di ottobre – metà novembre), così come l’irrigazione degli orti (in mancanza di precipitazioni naturali). Allo stato attuale per tali attività si è dovuto necessariamente ricorrere all’acquedotto comunale (pur esistendo ordinanze comunali anti-spreco), dal momento che le bovine al pascolo necessitano in media di 100 litri di acqua pro capite al giorno, andando quindi a impattare pesantemente su una rete idrica già in difficoltà a causa della perdurante siccità”.

Centraline idroelettriche

Secondo i firmatari “la disponibilità inferiore di acqua nella stagione in corso è in gran parte condizionata dall’entrata in funzione di alcune centraline idroelettriche facenti riferimento al corso del Torrente Saint-Barthélemy e al Ru de Val. Se è vero che l’acqua viene restituita al territorio dopo l’impiego per produrre energia idroelettrica, ciò avviene nella maggior parte dei casi in aree differenti rispetto a quelle in cui veniva utilizzata originariamente, da cui i disservizi lamentati dalla popolazione”.

Gli scriventi denunciano “lo svuotamento totale dopo il 30 settembre di derivazioni dei ru in precedenza sempre mantenuti in funzione nel corso di tutto l’anno, la cui presenza ha infatti permesso anche anticamente lo sviluppo di svariate attività e lo svolgimento di servizi quale mulini, alimentazione di vasche antincendio all’interno dei villaggi, bacini per l’abbeverata del bestiame”.

Con questa presa di posizione i residenti confidano che “le esigenze espresse dalla popolazione con la presente vengano prese in considerazione nel corso dei futuri interventi e pianificazione”.

(re.aostanews.it)

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