Disabilità, una nuova auto attrezzata per l’Associazione Andata e Ritorno
La presentazione del nuovo mezzo
Sociale
di Erika David  
il 07/02/2023

Disabilità, una nuova auto attrezzata per l’Associazione Andata e Ritorno

Le persone con disabilità dell'Unité Grand Paradis e di Aosta potranno usufruire di un nuovo mezzo tramite l'associazione Andata e Ritorno VdA

Disabilità, una nuova auto attrezzata per l’Associazione Andata e Ritorno.

«La mobilità è fondamentale, essenziale per la propria esistenza. Potenzialmente tutti potremmo utilizzare o avere bisogno di questo servizio», spiega Roberto Grasso, presidente del CoDiVda, durante la conferenza stampa organizzata da CoDiVa e Associazione Andata e Ritorno Vda Grand Paradis Odv per presentare l’acquisto di un’auto attrezzata al trasporto di persone con disabilità.

«Il trasporto disabili è complementare ai servizi istituzionali che già ci sono. Non avrebbe senso entrare in concorrenza, ma vogliamo coprire alcune zone d’ombra che ci sono» commenta Grasso.

Il nuovo mezzo

Il presidente presenta il nuovo mezzo.

«Si tratta di una Fiat Doblò in grado di portare una carrozzina, il conducente insieme a 3 o 5 passeggeri a seconda della grandezza della carrozzina. Ci sono stati ritardi nell’arrivo della vettura dovuti a problematiche relative alla consegna, mentre il finanziamento è stato più rapido di quanto ci aspettassimo. Perciò ringraziamo Unicredit, il cui apporto è stato fondamentale, avendo contribuito per i due terzi della spesa complessiva».

L’auto sarà messa a disposizione dell’Associazione Andata e Ritorno, la cui creazione viene raccontata da Daniela Lale Demoz.

L’associazione Andata e Ritorno

«Agendo nel corso degli anni all’interno del mondo del volontariato ci siamo resi conto che vi mancava la componente socioassistenziale, a fronte dell’aspetto sanitario presente».

«Ci siamo accorti sul territorio che non sono solo le persone malate ad aver bisogno, ma anche le persone che vivono lontane dagli assi principali della Valle o che si trovano sole – prosegue Lale Demoz – la solitudine e in alcuni casi la vergogna inibiscono le richieste».

«Così all’interno dell’associazione Grand Paradis abbiamo fondato un ramo socioassistenziale nel 2016. Insieme alla fondazione comunitaria, il Csv, il CoDiVda abbiamo creato una base, lo statuto, e una convenzione tra gli enti».

A chi è rivolto il servizio

Il paletto scelto dall’organizzazione relativamente agli aiuti è la certificazione di invalidità per gli abitanti del capoluogo valdostano.

«I volontari aiutano i cittadini dei 13 comuni dell’Unité Grand Paradis e gli utenti di Aosta che possiedono la certificazione. L’idea è tentare di sburocratizzare il meccanismo, rispondere nell’immediato con rapidità» spiega ancora Lale-Demoz.

Il servizio è cresciuto grazie alle voci di coloro che ne hanno usufruito. «Nel momento in cui è cominciato il passaparola tra gli utenti è cresciuta esponenzialmente la richiesta. Chi ha fruito dell’aiuto è stato il megafono dello stesso».

I numeri

Nel 2019 sono stati 940 i trasporti nel comune di Aosta e 497 nell’Unité Grand Paradis.

Dopo un ovvio rallentamento statistico nel periodo della pandemia si è tornati ad un analogo numero complessivo, ma con un capovolgimento territoriale dell’utenza.

Nel 2022 sono stati infatti 681 i trasporti ad Aosta e 722 quelli nell’Unité.

Si è di fronte a cifre rilevanti, ancor più rimarchevoli se si pensa alla carenza di personale.

«Nel 2019 i volontari erano 18, mentre attualmente sono 16. La richiesta forte verso i cittadini è di fornire del proprio tempo agli altri – sottolinea Lale-Demoz – altrimenti risulta impossibile continuare. Non esiste un tetto minimo di ore o una costrizione legata agli orari, proprio per lasciare spazio e libertà, ma è necessario aumentare altrimenti il servizio non può crescere».

Grasso conferma. «Oltre alla questione concreta del trasporto si crea un’empatia particolare tra persona che utilizza il servizio e volontario. Però a fronte di una domanda significativa esiste purtroppo un numero di volontari limitato».

(luca mauro melloni)

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