Artigiani in Valle d’Aosta: Fabrizio Badery, custode di antichi saperi
Fabrizio Badery premiato a La Saint-Ours dall'assessora all'Agricoltura Speranza Girod
Artigianato, Persone e storie
di Nadia Camposaragna  
il 04/04/2026

Artigiani in Valle d’Aosta: Fabrizio Badery, custode di antichi saperi

A La Saint-Ours 2026, l'artigiano di Arnad ha ricevuto il premio assegnato dall'assessorato al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali per la conservazione delle tecniche artigianali tradizionale nella fabbricazione di attrezzi agricoli, oggi da valorizzare

Fabrizio Badery nel suo laboratorio

Artigiani in Valle d’Aosta: Fabrizio Badery, custode di antichi saperi.

Nel borgo medievale di Ville, custode di storia e antichi saperi, vive Fabrizio Badery, premiato a La Saint Ours per la conservazione delle tecniche artigianali tradizionali nella fabbricazione di attrezzi agricoli, oggi da valorizzare.

Lo incontriamo con la moglie Sylvie nella loro bella taverna con le pareti in pietra, tra svariati oggetti anche d’antan e vini.

Fabrizio, contento del premio?

«Ne sono rimasto colpito, con vero piacere anche per l’attenzione data a questi attrezzi agricoli.

È il secondo che ricevo, dopo un 1° premio alla Petite Foire di Donnas nel 2013 per una scala di 8 metri in frassino con pioli in robinia (acacia) che è esposta a Introd da Les Amis du Bois. Impegnativo farla, esporla e trasportarla».

Fabrizio con la moglie Sylvie e le figlie Michelle e Mélanie

Fabrizio, originario di Montjovet, dopo le medie consegue la qualifica di muratore frequentando un anno di specializzazione a Torino.
Dopo la naia negli Alpini è stato vigile del Fuoco volontario e vive ad Arnad da quando nel 2002 ha sposato Sylvie Bonin, titolare dell’omonima azienda agricola.
Con lei gestisce anche l’agriturismo Lo Dzerby (locale dove essiccare i mazzi di grano prima di batterli, ndr) tra i castagni secolari a Machaby, ed è genitore di Michelle e Mélanie.

Il suo rapporto con le Fiere di Sant’Orso?

Alla Petite Foire nel 2011

«Già da bambino mio papà mi portava a Donnas e ad Aosta dove ero affascinato dagli attrezzi agricoli esposti a Porta Praetoria, ma sono diventato artigiano grazie a mio suocero Cesarino Bonin che, espositore da metà anni 60, anche di botti (fa ancora i “Barlet” per i coscritti locali), nonché pluripremiato artigiano, mi spronò a frequentare il corso di tornitura di Leandro Podda a Saint-Vincent.
Con la scuola esposi ad Aosta per la prima volta nel 2009 sotto ai portici di piazza Chanoux.
L’anno dopo in via Guido Rey con il mio banco con oggetti torniti e dal 2012 in via Xavier de Maistre anche con le scale, perché l’estate prima il tema per gli attrezzi agricoli della Mostra-concorso era la scala e avevo voluto provarci. Era in betulla con pioli in frassino alta circa 2 metri.
Da una decina d’anni sono a Porta Praetoria dove esponeva fino a qualche anno fa anche mio suocero, un grande maestro. Ho esposto ed espongo anche alla Petite Foire di Donnas».

La statua dedicata al suocero Cesarino Bonin davanti all’agriturismo

Tra i suoi manufatti ci sono gli attrezzi per raccogliere frutta e castagne, la “maneuvrà” (per battere la segala), scale e rastrelli. Trova facilmente i legni più idonei?

Fabrizio alla presentazione delle divise del Montjovet di tsan

«Qui in bassa Valle è facile trovare le essenze lignee, come ad esempio il frassino che lungo i torrenti cresce in fretta e dritto.
Nel realizzare le scale le difficoltà maggiori sono nel trovare lo spazio giusto per lavorarle, in laboratorio o all’aperto, soprattutto per quelle più lunghe e poi nel fare i buchi che devono avere la giusta inclinazione per ospitare i pioli (inseriti secchi e senza colla) che vengono ulteriormente stretti man mano che il legno del montante secca, visto che lo lavoro verde.
Nella lavorazione dei rastrelli, invece, composti da manico “mandzo” (in tiglio o legni morbidi per non spellarsi le mani), pettine “pégno” (in noce) e denti “dèn” (in legni robusti come frassino o maggiociondolo) uniti dalla “servènta” (in bagolaro lavorato verde, molto elastico e resistente), i denti sono la parte più difficoltosa, tanto che mio suocero ha ideato uno strumento che aiuta a farli».

Lei è artigiano, ma tra mille altri impegni…

Con la moglie Sylvie

«Diciamo che ho da fare. Aiuto mia moglie nell’azienda agricola; coltiviamo mais, segale autoctona, patate e siamo anche viticoltori di Nebbiolo, Petite Arvine e Merlot che conferiamo a mio cognato Dino e dal 1° maggio ai primi di novembre siamo molto presi da Lo Dzerby aperto da Cesarino nel 1978 come trattoria poi dal 1984 come agriturismo (primo agriturismo in Valle d’Aosta – Licenza n° 1); lui è stato anche tra i fondatori dell’Associazione agriturismo valdostano e qualche anno fa gli abbiamo fatto una sorpresa facendo realizzare da Enrico Melato una scultura lignea che lo ritrae e posta davanti a Lo Dzerby. Anche qui sono un po’ un tuttofare, a partire dalle preparazioni di carni, salumi e ovviamente lardo, alla raccolta e lavorazione delle castagne. Sulla castanicoltura qualche anno fa il regista Joseph Péaquin venne a realizzare un video».

Dal cassetto dei ricordi, Trofeo Albaney di tsan, anno 1989: Montjovet 1° classificato, Fabrizio Badery in piedi, 2° da destra

Lei è anche nel Consorzio miglioramento fondiario di Arnad e lo sport ha un posto nel suo cuore…

«Eh sì…lo Tsan. Nel Montjovet dal 1989, giovanissimo. Poi ho lasciato quando mi son sposato, ma da qualche anno sono rientrato. Le passioni…».

Altro? «Mi piace tornire e unire materiali diversi, come ad esempio l’alabastro toscano che mi regalò un amico e che unii al legno o i bicchieri, per privati o per l’incanto alla festa di Sant’Antonio (17 gennaio), qui molto sentita, per dare una mano a tirar su qualcosa in più».

(nadia camposaragna)

Pré-Saint-Didier: frana a Palleusieux, evacuati e chiusi 4 condomini
Un crollo di 300 metri cubi di materiale a ridosso delle case ha causato la chiusura della strada e il divieto di accesso alle seconde case e a un'abitazione principale
di Erika David 
il 04/04/2026
Un crollo di 300 metri cubi di materiale a ridosso delle case ha causato la chiusura della strada e il divieto di accesso alle seconde case e a un'abi...