Consiglio Valle, Lega: Distort invita gli ex colleghi di Rassemblement valdôtain a dimettersi
Stefano Aggravi, Dennis Brunod e Diego Lucianaz
Politica
di Danila Chenal  
il 27/09/2023

Consiglio Valle, Lega: Distort invita gli ex colleghi di Rassemblement valdôtain a dimettersi

Il capogruppo Stefano Aggravi presenta in aula il neonato movimento; le reazioni dell'aula

Consiglio Valle, Lega: Distort invita gli ex colleghi di Rassemblement valdôtain a dimettersi. Augurando ad Aggravi, Brunod, Planaz e Lucianaz buona fortuna per il neonato movimento politico Luca Distort ha invitato gli ex colleghi leghisti a lasciare il loro posto agli esclusi del Carroccio nelle regionali del 2020. Lo ha fatto al termine della comunicazione del nuovo gruppo in Consiglio Valle.

La presentazione

Stefano Aggravi in aula ha ribadito: «In politica, come nella vita, spesso le strade finiscono per dividersi. La nascita del Rassemblement Valdôtain è stata causata da una reazione ad una imposizione, una volontà di alcuni, un cambio di pelle che ci preoccupa. Qualcuno si è divertito parlando del “Rassemblement” con termini di presunti “rigurgiti secessionisti o indipendentisti”. Bene, per noi questi rappresentano un valore aggiunto e non sono “serviti” soltanto nel 2018 o nel 2020. A noi preoccupano invece quei “rigurgiti nazionalistici o centralistici” che oggi spesso si nascondono dietro al “in Valle d’Aosta siamo tutti autonomisti”».

Ha proseguito: «Non rinneghiamo il passato e non diremo di aver sbagliato né prima, né in questa difficile scelta. Abbiamo la volontà di “rassembler” tutte quelle singolarità e forze libere che si riconoscono nei valori dell’Autonomia speciale, del federalismo, della salvaguardia dell’identità e delle tradizioni della nostra Valle, della difesa delle libertà individuali e dei valori conservatori della nostra società».

Le reazioni

Il neo vice capogruppo della Lega Erik Lavy ha sottolineato: «I valdostani sono stufi di scissioni.  Sarà la Lega a proporre la riforma dello Statuto e non altri. La Lega VdA continuerà a essere un punto di riferimento del territorio, delle periferie e delle terre alte. La differenza rispetto a prima è che ci saranno meno etichette, più concretezza, meno fumo narcisistico, più temi programmatici e, finalmente, più identità valdostana».

Claudio Restano (Gm) nell’intervenire ha detto: «La scissione della Lega provoca un tremblement ma ci ricorda anche che l’area autonomista è articolata e complessa e che al suo interno vivono più pensieri: quello riformista, il progressista e anche quello conservatore. Ho letto con attenzione il documento prodotto dal nuovo gruppo consiliare e con interesse la chiusura del documento con cui si punta a radunare tutte quelle singolarità che si riconoscono nei valori dell’autonomia speciale, del federalismo, della salvaguardia dell’identità e delle tradizioni della nostra Valle, della difesa delle libertà individuali e dei valori conservatori nella nostra società. Questa parte è quella di maggiore interesse».

La vicecapogruppo di Pcp, Chiara Minelli, ha parlato di «fatto importante ma anche sorprendente perché fin qui non avevamo colto delle divaricazioni di fondo sui contenuti e sulle scelte programmatiche degli 11 Consiglieri leghisti: evidentemente una compattezza più di facciata che di sostanza. Tuttavia, vista l’omogeneità dei contenuti e la collocazione politica diventa difficile cogliere i motivi di una spaccatura così forte. L’unico motivo di dissenso evidenziato sta in un punto della seconda proposta di legge di riforma elettorale, su cui ci sarà parecchio da discutere».

L’ex collega

Luca Distort (Lega VdA) ha sottolineato: «questa scelta politica non nasce da un percorso di maturazione ma da un ego che si è sentito ferito. Avete scoperto che militare nella Lega significa seguire la linea politica del suo direttivo e non il vostro personale pensiero e questo non vi stava più bene. Avete deciso di formare l’ennesimo partito autonomista e penso (ironicamente) che ogni valdostano in questo periodo storico non aspettasse altro che un nuovo partito autonomista, per gestire meglio degli altri la declinazione dell’autonomia. Infine, voi siete entrati in Consiglio grazie a una candidatura sotto l’insegna della Lega alla quale oggi voltate le spalle e la gente si sarebbe aspettata le vostre dimissioni da Consiglieri, lasciando il posto a chi segue nell’ordine elettorale. Vi riformulo i miei migliori auguri: ne avete veramente bisogno».

Gauche autonomiste, elettori non rispettati

Così la spaccatura nell’analisi del movimento Area Democratica Gauche Autonomiste: «A distanza di soli tre anni oggi nasce il sesto gruppo di questa legislatura: dopo gli Fp-Pd, il gruppo misto, FI, Sa, Av-VdA Unie, è arrivato Rassemblement valdôtain. Ancora una volta il voto degli elettori non viene rispettato e si crea una nuova sigla non presente al momento delle elezioni, dimenticando che dietro ogni sigla c’è un programma e ci sono delle idee».

«Capiremo di qui in avanti se questa maggioranza – si legge nella nota -, che ha abbandonato la strada progressista per continuare nel solco conservatore, avrà di qui in avanti una o due stampelle. Con un ennesimo gruppo autonomista La réunion, che non ha mai avuto l’adesione della Gauche Autonomiste, perché il calderone autonomista è dominato dal pensiero liberale di destra, si sfalda ulteriormente con una ulteriore deriva conservatrice. Inoltre Rassemblement rischia di essere solo un nuovo autobus elettorale per qualche vecchio volpone che non trovava posto sulla barcaccia della Réunion o su quella in disarmo e a rischio di affondare alle prossime elezioni della Lega».

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