ATTUALITA'
di Arianna il
28/11/2023

Aosta Digitale: l’app per scoprire, giocando, i tesori segreti della città

Realtà virtuale ed aumentata, un sistema di mappatura che permette di salvare in un itinerario personalizzato i siti archeologici preferiti e poi misteri ed enigmi da risolvere...

William Brockedon, esploratore dell’Ottocento è rimasto bloccato nella nostra epoca.

Ai tempi in cui faceva ricerche sul valico alpino utilizzato da Annibale per marciare sulla penisola, il suo orologio che gli permette di viaggiare nel tempo è rimasto danneggiato dall’esondazione dei fiumi Buthier e Dora del 1846, costringendolo a vivere nel terzo millennio.

Ma da oggi, ognuno di noi potrà aiutarlo tramite il videogioco dell’app “Aosta digitale”  a tornare nella sua epoca riparando gli ingranaggi della sua macchina del tempo e soprattutto recuperando gli appunti perduti che stava scrivendo sulla Valle d’Aosta.

L’app Aosta digitale

La nuova app della Regione Valle d’Aosta, presentata oggi all’Area megalitica del capoluogo e disponibile gratuitamente qui sia per Android che Apple su tutti gli app store, permette agli utenti sia di effettuare un vero e proprio viaggio digitale attraverso la città in realtà virtuale ed aumentata. Inoltre sarà possibile anche cimentarsi in enigmi e minigiochi nel tentativo di aiutare l’esploratore ottocentesco a ritornare a casa.

Sono insomma due le anime di questa applicazione: una meramente ludica, che permette di imparare giocando. E l’altra più esplorativa.

Realtà virtuale e aumentata

Sono 24 i siti di interesse storico e culturale segnalati sulla mappa interattiva dell’app “Aosta digitale” e in alcuni di questi (il Criptoportico forense, il Teatro Romano, la Basilica di san Lorenzo) utilizzando la telecamera del proprio smartphone nel sito sarà possibile vedere in realtà aumentata la ricostruzione degli edifici e come dovevano sembrare ai tempi in cui erano utilizzati e popolati.

All’area megalitica di Aosta, invece, postazioni di realtà virtuali permetteranno tramite visori di tuffarsi nella vita quotidiana degli abitanti che vivevano quell’area a partire dal 4.000 a.C..

Gamification

Il videogioco è ispirato al diario di viaggio del romantico esploratore, pittore e inventore inglese William Brockedon,  a metà dell”800, quando questi visitò realmente più volte l’Italia e la Valle d’Aosta.  I giocatori sono sfidati a ritrovare le pagine mancanti del suo taccuino attraverso enigmi e sfide, immergendosi in una narrazione coinvolgente.

Il progetto

«Partito nel 2018, il progetto – racconta l’assessore alla Cultura Jean-Pierre Guichardaz – rilevava l’esigenza di adeguarsi alle nuove tecnologie.  L’idea era di offrire un’esperienza culturale ed informativa nuova. Il proposito era di modernizzare l'”antico”. Così dimostriamo che con la cultura si mangia! Al contrario di come affermava un ex ministro…».

Il progetto è il risultato del lavoro sinergico tra l’assessorato ai Beni e alle Attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali insieme all’assessorato allo Sviluppo economico, Formazione e lavoro, Trasporti e mobilità sostenibile.

«Il valore di questo progetto è l’investimento in ricerca e innovazione congiuntamente alla valorizzazione del patrimonio – ha evidenziato l’assessore Luigi Bertschy -. Noi abbiamo la possibilità di migliorare la qualità della vita, del sistema industriale, o dei servizi offerti mettendo in relazione le competenze delle persone e la capacità di lavorare insieme».

Le hard skill per la realizzazione tecnica dell’applicazione sono state invece fornite dal raggruppamento temporaneo di imprese Geocart-Effenove con il fondamentale supporto tecnico di Digital Lighthouse, già capofila di importanti progetti come la digitalizzazione del piano nobile del Quirinale nel 2017.

«Abbiamo lavorato in completa sinergia con la Soprintendenza, scienziati e archeologi esperti del posto – ha spiegato l’ingegnere Raffaele Santangelo, portavoce per il gruppo nella giornata insieme all’ingegnere Michele Scioscia – per realizzare un’esperienza immersiva e che valorizzi il patrimonio culturale aostano».

(arianna papalia)

 

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