Elezioni europee: sì del governo al voto fuori sede per gli studenti
Politica
di Danila Chenal  
il 22/02/2024

Elezioni europee: sì del governo al voto fuori sede per gli studenti

Sì a Pcp in Consiglio Valle, dove è passata una mozione, e in Consiglio comunale ad Aosta, dove è passato un ordine del giorno, per riconoscere il diritto di voto, oltre a chi studia, a chi lavora o si cura fuori sede

Elezioni europee: sì del governo al voto fuori sede per gli studenti.

Sì a Pcp in Consiglio Valle, dove è passata una mozione, e in Consiglio comunale ad Aosta, dove è passato un ordine del giorno, per riconoscere il diritto di voto, oltre a chi studia, a chi lavora o si cura fuori sede.

Oggi, giovedì 22 febbraio, la maggioranza parlamentare ha votato un emendamento al decreto legge “Elezioni 2024” che, in via sperimentale, consentirà a 600 mila studenti di votare fuori sede.

Erika Guichardaz ha sottolineato in Consiglio Valle che «i cittadini italiani che vivono, per vari motivi, in un comune diverso da quello di residenza sono circa 5 milioni, pari a un decimo del corpo elettorale.  Secondo i dati Ipsos, alle elezioni politiche del 2022 la classe d’età con il tasso più alto di astensione (43%) è quella tra i 18 e i 34 anni che è la stessa in cui si colloca la maggior parte dei cittadini fuori sede. Il diritto di voto è già riconosciuto a chi si trova all’estero e deve essere esteso anche a chi studia o lavora sul territorio nazionale. È nostro compito facilitare l’accesso delle persone alle urne e consentire di esercitare il diritto di voto».

Le consigliere di Pcp in una mozione, approvata dall’aula, chiedevano il voto fuori sede «non solo per motivi di studio, ma anche di lavoro o cura, anche a mezzo di sistemi alternativi rispetto a quello tradizionale oggi in uso, così come adottati in altri paesi».

Analoga richiesta era stata formulata in Comune ad Aosta in un ordine del giorno di Pcp, approvato.

La condivisione

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, ha dichiarato di «condividere la necessità di individuare delle soluzioni agevolanti per permettere il voto fuori sede per chi lavora o per chi, per motivi di salute o di studio, si trova al di fuori del Comune di residenza, anche se non saranno tutti i quattro milioni di cittadini fuori sede a partecipare al voto. Sarà comunque un’ottima opportunità per chi vorrà farlo».

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