Aborto, Testolin: «nessun pro-vita nelle strutture sanitarie»; Lega: «grave danno di immagine dal polverone sollevato»
Le volontarie del Centro Donne contro la violenza al flash mob organizzato in occasione dell'8 marzo
ATTUALITA'
di Danila Chenal  
il 22/05/2024

Aborto, Testolin: «nessun pro-vita nelle strutture sanitarie»; Lega: «grave danno di immagine dal polverone sollevato»

La denuncia di pressioni sulle donne era arrivata a fine aprile dal Centro donne contro la violenza di Aosta ed era finito su molti organi di stampa nazionali

Aborto, Testolin: «nessun pro-vita nelle strutture sanitarie»; Lega: «grave danno di immagine dal polverone sollevato».

«È esclusa la presenza di volontari di associazione pro vita nei consultori e nelle strutture ospedaliere». È quanto emerso dall’indagine dell’azienda Usl e di cui il presidente della Regione Renzo Testolin ha dato conto in aula.

«Per escludere singoli episodi è necessaria un’analisi più approfondita che non è ancora conclusa da parte dell’Usl» ha aggiunto, rispondendo a un’interpellanza della Lega Vallée d’Aoste in Consiglio Valle.

La replica

Per i consiglieri del Carroccio «l’eco mediatica suscitata dalla comunicazione, ripresa da numerosi organi di informazione nazionale, ha reso una immagine negativa della Regione Autonoma Valle d’Aosta senza alcuna prova concreta dei fatti riferiti. Si configura un grave danno di immagine. Sono obiezioni meramente politiche. È risultato che fino a oggi non c’è nulla se non la volontà di agire politicamente contro forze che pensano diversamente».

L’antefatto

Il caso era stato sollevato a fine aprile dal Centro donne contro la violenza di Aosta e finito sugli organi di stampa nazionali. «Sono pervenute al Centro segnalazioni di donne che, giunte in presidi sanitari pubblici del territorio regionale per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, sono state negli stessi luoghi sottoposte a indebite interferenze e pressioni da parte di volontari, consistenti nell’imporre l’ascolto del battito fetale o nella promessa di sostegni economici o beni di consumo, con il preciso intento di dissuaderle dalla scelta di abortire, personalissima e spesso sofferta» aveva denunciato.

(da.ch.)

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