Pont-Saint-Martin, sciopero e assemblea davanti alla Core Informatica
Il presidio davanti alla Core Informatica di Pont-Saint-Martin
Lavoro
di Elena Rembado  
il 29/04/2025

Pont-Saint-Martin, sciopero e assemblea davanti alla Core Informatica

Pont-Saint-Martin, sciopero e assemblea davanti alla Core Informatica.

È stato stamattina a Pont-Saint-Martin uno sciopero di 8 ore, con presidio dei lavoratori e breve assemblea davanti alla sede di Pont-Saint-Martin della Core Informatica, che vende servizi informatici in Valle d’Aosta e in tutto il Nord Italia.

L’iniziativa è stata promossa da Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Nidil Cgil e Uiltemp Uil Canavese.

Una situazione ormai insostenibile

“La situazione è grave”, denunciano i sindacati. “Stipendi non corrisposti regolarmente, tredicesime ignorate o corrisposte in minima parte, mancato pagamento dell’assicurazione medica. Ad aggravare il clima, una totale assenza di confronto con l’azienda, anche attraverso il canale ufficiale di Confindustria, e nessuna comunicazione sul futuro aziendale”.

Occorre comunicare, non attendere all’infinito

È questo l’invito dei sindacati ai dipendenti, con l’auspicio che le assemblee siano più partecipate e che eventuali licenziamenti vengano impugnati.

“Se l’azienda deve chiudere che chiuda, ma dovrete poter continuare a lavorare a Pont-Saint-Martin o a Ivrea, non ad Avellino”. È ad Avellino infatti la sede di Netcom Group, capogruppo di Core (informazione mai comunicata, bensì scoperta da una visura camerale), il cui amministratore unico è Roberto Volpe, mentre la sede legale risulta a Ivrea, dove lavorano 4 dipendenti. Nella sede di Pont lavorano in  40.

Hanno licenziato 3 persone con oltre 20 anni di anzianità e non si è presentato alla conciliazione neppure l’amministratore unico.

Preoccupazioni e incertezza sul futuro

“A marzo è stato corrisposto un terzo dello stipendio”, denuncia Gianluca Musinu, dipendente e nel direttivo di Cisl.

“Da mesi i dipendenti chiedono di mettersi a un  tavolo con l’azienda senza aver ricevuto alcuna risposta”.

“Negli ultimi 3 anni ci sono state anomalie nell’erogazione della tredicesima, che a dicembre è stata corrisposta nella misura di 2/12 esimi”, continua Fabio Fabiani, dipendente e componente delle Rsu.

“Responsabile dei mancati pagamenti è Altec. Non sono stati aperti né la cassa integrazione né lo stato di crisi. Le mancate risposte non fanno ben sperare. Si chiederà l’intervento di Confindustria”.

Le dipendenti di Ivrea

Mara Fra, che lavora dal 2019 nella sede di Ivrea nel back office (che si occupa di rapporti con fornitori e clienti, organizzazione trasferte dei dipendenti, gestione parco auto aziendale e gestione amministrativa del personale), ricorda come dall’assemblea del 22 aprile scorso è emerso che azienda non ha risposto a telefonate, mail e Pec delle rappresentanze sindacali né di Confindustria. Per questo si è deciso uno sciopero di 8 ore per oggi e due di presidio, ieri ha scioperato il reparto commerciale che è de localizzato in Bulgaria.

Silvia Serra, nella sede di Ivrea dal 2004, aggiunge: “Ad oggi non abbiamo certezza dello stipendio, viviamo nel limbo, non abbiamo risposte né un piano per il futuro. Da qualche mese, e in particolare da dicembre, è un susseguirsi di spiacevoli disagi in continuo peggioramento. Quel che pesa di più è la mancanza di confronto e dialogo. Ogni dipendente ha una famiglia da mantenere, essere rassicurati sarebbe il minimo. È la prima volta che capita in 20 anni. Se continuiamo a lavorare come nulla fosse, chiediamo la stessa cosa anche alla parte datoriale”.

I sindacati

“È palese che le aziende che hanno sindacati hanno una qualità di vita migliore”, concludono i sindacalisti Deborah Bonacci (Uilm) e Fabrizio Graziola (Fiom Cgil). “Se l’azienda proseguirà ricordiamoci preventivamente del sindacato e cerchiamo di partecipare alle assemblee. Dovrebbe esserci più comunicazione anche tra i lavoratori, nonostante spesso siano in smart working”.

(elena rembado)

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