Scuola, sui percorsi abilitanti l’accusa dei sindacati: «Regione e UniVdA ancora latitanti»
Nella foto d'archivio, la protesta degli insegnanti sotto palazzo regionale
Scuola
di Cinzia Timpano  
il 16/05/2025

Scuola, sui percorsi abilitanti l’accusa dei sindacati: «Regione e UniVdA ancora latitanti»

Gli esami di abilitazione fissati in ritardo precludono a molti insegnanti la possibilità di iscriversi ai listini aggiuntivi delle Graduatorie regionali supplenze

Scuola, sui percorsi abilitanti l’accusa dei sindacati: «Regione e UniVdA ancora latitanti».

Un nuovo inciampo sulla gestione dei percorsi abilitanti all’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado.

Lo denunciano i sindacati della scuola, Flc Cigl, Cisl Scuola, Savt Ecole e Snals Confsal che tacciano di latitanza sia l’amministrazione regionale che l’Università della Valle d’Aosta.

Esami calendarizzati con ritardo

Secondo quanto riportato in una nota congiunta, l’Università di Torino, alla quale il Cifis Piemonte Valle d’Aosta ha demandato la funzione, non ha calendarizzato gli esami finali nei tempi utili a conseguire l’abilitazione all’insegnamento per iscriversi nei listini aggiuntivi delle Grs per le classi di concorso le cui attività formative si concludono entro il 30 giugno 2025.

Tenuto conto che la possibilità di iscriversi nei listini aggiuntivi di prima fascia della graduatorie supplenti costituisce una importante chance sul piano occupazionale, lo slittamento degli esami finale oltre il 30 giugno, esclude decine di insegnanti da preziose opportunità di lavoro.

Altre università e telematiche

A questo si aggiunge l’aggravante che altre università, tra le quali quelle telematiche, hanno invece previsto una prima sessione della prova finale per concludere i medesimi percorsi entro il 30 giugno, creando disparità e discriminazione tra aspiranti.

«Già all’inizio di questo mese, con un’iniziativa unitaria avevamo interessato l’assessore Guichardaz e la rettrice di UniVdA ma a oggi non c’è stato alcun riscontro né intervento – puntano il dito Cgil, Cisl, Savt e Snals -.

Riteniamo molto grave che la nostra università, pur essendo parte attiva del Cifis Piemonte-Valle d’Aosta non riesca a intervenire sulla questione per tutelare gli insegnanti.
A questo punto, chiediamo che la formazione dei docenti della scuola secondaria ritorni in Valle».

(re.aostanews.it)

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