Tre aspiranti guide alpine uccise da una valanga: istruttore a processo
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 26/05/2025

Tre aspiranti guide alpine uccise da una valanga: istruttore a processo

Udienza il 24 ottobre. Matteo Giglio si dovrà difendere dall'accusa di omicidio colposo plurimo

Tre aspiranti guide alpine uccise da una valanga. A distanza di due anni dall’incidente mortale (13 aprile 2023), il loro istruttore andrà a processo. Il gruppo fu travolto da una valanga e Matteo Giglio, l’istruttore, fu l’unico sopravvissuto.

Il gup del tribunale di Aosta ha, infatti, oggi ha rinviato a giudizio per omicidio colposo plurimo, Giglio, guida alpina valdostana di 52 anni, il quale aveva portato i tre aspiranti guida a fare sci alpinismo vicino al colle della Tsanteleina, in Savoia (Francia), poco oltre il confine, vicino all’alta Val di Rhêmes.

Al termine dell’udienza preliminare, il giudice Luca Fadda ha fissato il via al dibattimento per il prossimo 24 ottobre.

Perizia e rinvio a giudizio

La Procura aveva formulato in un primo momento una richiesta di archiviazione, poi l’opposizione di una parte offesa e l’emergere delle tracce con i dati satellitari da telefoni e smartwatch avevano dato un nuovo impulso investigativo. Di qui la richiesta al gip della perizia.

Tre morti

A perdere la vita furono Lorenzo Holzknecht, di 38 anni, campione di scialpinismo nato a Sondalo e cresciuto a Bormio, Sandro Dublanc (43) maestro di sci di Champorcher ed Elia Meta (36), originario del forlivese, finanziere del Sagf di Entrèves (Courmayeur).

Sono 12 le parti civili.

Seguendo i rilievi del perito incaricato dal gip nell’incidente probatorio, la Procura di Aosta ha ipotizzato due profili di colpa. Primo: il mancato utilizzo di zaini con sistema airbag da valanga, che possono garantire più probabilità di sopravvivenza, ma comunque non obbligatori nello scialpinismo; secondo: una modalità di discesa nel canalone, dove si è verificato il distacco, che avrebbe dovuto essere più prudente.

Giglio aveva dichiarato che la valanga si era staccata al passaggio di Dublanc su un accumulo di neve ventata. A detta invece del perito del gip – ha ritenuto il pm – non si può determinare l’esatta causa del distacco.

(re.aostanews.it)

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