Aosta, mancanza del numero legale in Consiglio, è bagarre nel day after
L'aula del consiglio comunale di Aosta
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 29/05/2026

Aosta, mancanza del numero legale in Consiglio, è bagarre nel day after

Il fatto è avvenuto ieri nel corso della discussione di un'interrogazione di Fratelli d'Italia, quando parte dell'opposizione è uscita dall'aula per far notare l'assenza di numerosi membri della maggioranza. Dopo l'attacco social de La Renaissance, è arrivata la replica del sindaco

Seduta del consiglio comunale di Aosta interrotta per mancanza del numero legale, è bagarre tra maggioranza e opposizione.

Arrivano anche nel day after le tensioni maturate nell’ultima seduta dell’assemblea del capoluogo, che durante la discussione dell’interrogazione di Giuseppe Manuel Cipollone sulla Cittadella del Calcio del Montfleury, ha vissuto un’interruzione per la mancanza del numero legale.

Consiglio comunale, bagarre sulla mancanza del numero legale

Mentre il consigliere di Fratelli d’Italia stava illustrando l’iniziativa, infatti, a un certo punto alcuni membri della minoranza si sono alzati e sono usciti dall’aula, obbligando il presidente del Consiglio, Samuele Tedesco, a interrompere la seduta.

La scelta, si è capito in seguito, è stata dettata dall’assenza di numerosi membri della maggioranza: diciamo che si è trattato di un segnale.

Mancanza del numero legale, La Renaissance all’attacco

Il post de La Renaissance

Sui propri social, tanto per cominciare, la Renaissance ha sparato ai quattro venti la notizia, ricordando come «la maggioranza non aveva abbastanza presenti per continuare la seduta. Assenti sindaco, vicesindaco e tre assessori – si legge nell’atto di accusa -. Ci vorrebbero zitti, ma davanti a certe scene è impossibile stare in silenzio. Un’aula vuota racconta più di mille comunicati. Perché la distanza dalla città ormai si vede».

Mancanza del numero legale in Consiglio, la replica

Il giorno dopo è poi arrivata la replica del sindaco Raffaele Rocco, che ha affidato a una nota il suo pensiero.

«Come maggioranza abbiamo il dovere politico di garantire il regolare svolgimento del Consiglio comunale, che è il luogo centrale della democrazia cittadina – ha detto -. Nella seduta in questione si sono verificati ritardi dovuti a impegni istituzionali concomitanti e disguidi organizzativi che hanno prodotto una situazione che non avremmo voluto, ma della quale assumiamo la responsabilità».

Secondo il primo cittadino, la cosa non «autorizza a trasformare un problema organizzativo, certamente da correggere, in una rappresentazione di disinteresse o di mancanza di rispetto verso la città e verso le istituzioni – ha continuato -. La maggioranza è quotidianamente impegnata nell’amministrazione del Comune, tra adempimenti ufficiali, dossier aperti, servizi e scelte che riguardano Aosta».

Per evitare il ripetersi di situazioni simili, il sindaco annuncia l’adozione «da subito di un metodo più rigoroso di coordinamento interno, affinché la presenza della maggioranza sia sempre garantita e situazioni simili non si ripetano – ha concluso -. Ai cittadini non servono né giustificazioni né polemiche. Serve serietà. E la serietà oggi consiste nel riconoscere un errore organizzativo nei tempi di convocazione, correggerlo e continuare il lavoro amministrativo con responsabilità, presenza e rispetto delle istituzioni. Respingo quindi con chiarezza l’idea che da questo episodio si possa dedurre una mancanza di rispetto verso Aosta, verso i cittadini o verso il Consiglio comunale».

(al.bi.)

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