Gaza “zona di combattimento”, Israele non si ferma. La Ue nell’impasse, non c’è maggioranza sulle sanzioni
Roma, 30 ago. (askanews) – Israele non si ferma, le forze armate hanno avviato ieri “le operazioni preliminari e le fasi iniziali” dell’offensiva a Gaza City, dopo che l’esercito ha annunciato questa mattina la revoca della pausa tattica a fini umanitari nella città, dichiarandola “zona di combattimento”. E il bilancio del primo giorno delle operazioni è drammatico: 55 palestinesi uccisi. Oggi, raid aerei e spari dell’esercito israeliano hanno già ucciso almeno 22 persone nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l’agenzia di stampa palestinese Wafa, che cita fonti mediche. Tra le vittime figurano anche cinque “persone in cerca di aiuti”, ha proseguito l’agenzia, specificando che sono state uccise dal “fuoco diretto”.
Di fronte all’avanzata israeliana, l’Ue è bloccata. L’alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas Ue ha espresso pessimismo sulla possibilità che si raggiunga un accordo in ambito Ue per sanzioni a Israele per la campagna militare di Gaza. La numero uno della diplomazia Ue si è espressa prima del vertice informale dei ministri degli Esteri Ue a Copenaghen.
“Non sono molto ottimista perché anche le opzioni che proponiamo, abbastanza più indulgenti, sui fondi Horizon, non hanno la maggioranza qualificata. Sono state fatte molte proposte per far sì che quei paesi che non hanno sostenuto possano unirsi, ma non sono ottimista e oggi non adotteremo decisioni” ha detto oggi Kallas.
“Questo – manda – il segnale che siamo divisi su questa questione, non abbiamo una voce unitaria sulla scena globale, ed è molto problematico”.