Elezioni: prevenzione e contrasto alle mafie nei programmi elettorali
È quanto chiedono Avviso Pubblico, Federconsumatori e Libera Valle d'Aosta, che hanno deciso di lanciare un appello a tutti coloro che si candidano a governare la Regione chiedendo loro di sottoscrivere «dieci impegni concreti per la trasparenza e la legalità» e, in caso di elezione, di «elaborare una proposta politica volta all'interesse collettivo»
Elezioni: prevenzione e contrasto alle mafie nei programmi elettorali. È quanto chiedono Avviso Pubblico, Federconsumatori e Libera Valle d’Aosta, che hanno deciso di lanciare un appello a tutti coloro che si candidano a governare la Regione chiedendo loro di sottoscrivere «dieci impegni concreti per la trasparenza e la legalità» e, in caso di elezione, di «elaborare una proposta politica volta all’interesse collettivo».
L’appello
L’appello chiede a tutte le candidate e i candidati di inserire il tema della prevenzione e del contrasto alle mafie, alla corruzione e all’evasione/elusione fiscale all’interno dei programmi elettorali, di organizzare iniziative specifiche su questi temi per «promuovere la cultura della trasparenza, della partecipazione civica e della cittadinanza responsabile, di rendere pubblici i finanziamenti ricevuti a sostegno della campagna elettorale e le modalità di impiego del denaro raccolto, di istituire un assessorato su questi temi e di prevedere la costituzione di parte civile della Regione in processi afferenti i reati di mafia e corruzione».
E ancora di «promuovere la conoscenza, il monitoraggio e lo scambio di informazioni sulle infiltrazioni malavitose nel tessuto sociale e produttivo della Valle d’Aosta, di proporre la redazione e l’approvazione di un codice di autoregolamentazione dei consiglieri regionali in materia di legalità e trasparenza, di fare in modo che siano finanziati programmi di formazione del personale dipendente della Regione e dei Comuni del territorio, di fare in modo che la Regione si impegni in politiche pubbliche per favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati presenti sul territorio e di impegnare la Regione a non modificare la legge regionale n.14 del 15 giugno 2015 che, insieme alla legge n.11 del 29 marzo 2010, regola la prevenzione, il contrasto e il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo».
(reaostanews.it)
