Valle d’Aosta: rallenta la crescita, economia trainata da turismo e PNRR
Turisti in centro ad Aosta (foto d'archivio)
Economia
di Luca Mercanti  
il 11/11/2025

Valle d’Aosta: rallenta la crescita, economia trainata da turismo e PNRR

Lo rileva la Banca d'Italia. Le previsioni per la fine del 2025 e l'inizio del 2026 restano moderatamente positive

Valle d’Aosta: rallenta la crescita, economia trainata da turismo e PNRR

E’ la fotografia dell’economia in Valle d’Aosta, secondo quanto rilevato nei primi 9 mesi del 2025 da Banca d’Italia. La crescita dell’economia regionale nel 2025 è stata sostenuta dai servizi, soprattutto da quelli più legati al turismo.

Il quadro generale

Nel 2025 l’economia della Valle d’Aosta ha continuato a crescere, ma in misura più contenuta rispetto all’anno precedente. In base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, nel primo semestre dell’anno in corso il prodotto sarebbe aumentato in termini reali dello 0,7 per cento, una variazione lievemente superiore a quella media del Nord e nazionale.

Pur in un contesto di elevata incertezza legata all’instabilità geopolitica e alle tensioni commerciali in corso, le attese per la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, formulate dagli operatori intervistati nell’ambito delle indagini di Banca d’Italia e di Confindustria Valle d’Aosta, si mantengono positive nei servizi e nelle costruzioni e mostrano un lieve miglioramento nell’industria.

Servizi in crescita

Secondo i dati dell’indagine della Banca d’Italia, rivolta alle imprese dei servizi privati non finanziari con almeno 20 addetti, oltre i tre quarti del campione ha indicato un incremento delle vendite nei primi nove mesi del 2025; la restante parte ne ha segnalato una stabilità. Tali saldi risultano migliori rispetto a quelli rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi nove mesi dell’anno il settore turistico ha evidenziato una significativa espansione sia degli arrivi sia delle presenze (rispettivamente, 11,3 e 12,2 per cento), che rimane confermata anche alnetto del mese di luglio, caratterizzato nel 2024 da rilevanti fenomeni alluvionali. Sono tornati adaumentare i flussi di turisti italiani, seppure a ritmi più contenuti rispetto a quelli degli stranieri.

Industria debole

Lo stabilimento di Aosta della Cogne Acciai Speciali

Nel corso dei primi nove mesi dell’anno l’attività nel comparto industriale si èindebolita. In base ai dati del Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi (Sondtel) della Banca d’Italia, condotto tra settembre e ottobre presso un campione di aziende con almeno 20 addetti, il saldo tra la quota di imprese che hanno registrato un’espansione del fatturato e la quota diquelle che ne hanno indicato una riduzione nei primi 9 mesi del 2025 è risultato negativo, a fronte di un sostanziale pareggio nello stesso periodo del 2024. Le indicazioni di calo hanno interessato tutte le classi dimensionali, risultando però più marcate tra le aziende di maggiori dimensioni. Vi ha influito l’andamento delle esportazioni che hanno ristagnato nel primo semestre dell’anno in corso, a fronte di una netta espansione nel 2024.

Nel primo semestre del 2025 le esportazioni regionali hanno ristagnato (0,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; 11,1 nel 2024). In termini reali, la variazione è stata dell’1,8 per cento, in netta attenuazione rispetto all’anno precedente (14,2 per cento). Vi ha influito l’andamento dei comparti della metallurgia, dei macchinari e delle bevande, che hanno fornito un contributo negativo dal secondo trimestre dell’anno. Nel complesso del semestre sono ancora aumentate le vendite verso la Germania, la Francia e la Svizzera, che insieme rappresentano quasi il 60 per cento delle esportazioni regionali, mentre si sono ridotte quelle verso altri mercati rilevanti, tra cui i paesi asiatici, il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Edilizia bene grazie al PNNR

Nel settore edile l’attività è cresciuta, grazie soprattutto al comparto pubblico, che ha beneficiato dell’avanzamento delle opere connesse con il Piano nazionale di ripresae resilienza (PNRR) e di interventi per il contrasto del rischio idrogeologico.

Nel primo semestre del 2025 le ore lavorate dai dipendenti iscritti nella Cassa edile regionale, in lieve calo nel corso del 2024, hanno ripreso a crescere moderatamente (1,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente); l’attività si sarebbe stabilizzata nei mesi estivi.

Secondo i dati dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e del portale della Presidenza del Consiglio dei ministri dedicato al monitoraggio del Piano (Italia Domani), in Valle d’Aosta a luglio 2025 le gare bandite per opere pubbliche finanziate dal PNRR erano 93, per un valore complessivo di 78 milioni di euro, corrispondente al 49 per cento dell’ammontare totale delle gare per interventi in regione. Il valore delle gare aggiudicate riguardanti opere pubbliche era pari al 91 per cento di quello complessivamente bandito (84 per cento per il Nord e l’Italia).

In Valle d’Aosta tra novembre 2021 e luglio 2025 sono stati avviati o conclusi lavori corrispondenti al 43 per cento delle gare aggiudicate.

Cresce l’occupazione

Nel primo semestre del 2025 il numero di occupati è ancora cresciuto (0,7 per cento), sebbene a un ritmo più contenuto nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

L’offerta di lavoro si è ampliata in misura superiore a quella degli occupati (0,9 per cento), determinando un lieve incremento del tasso di disoccupazione (al 4,3 per cento). Il potere d’acquisto delle famiglie ha risentito di una crescita dei prezzi piùsostenuta rispetto all’anno precedente (1,0 per cento nella media dei primi nove mesi; 0,1 nellamedia del 2024) e del rallentamento del reddito; i consumi sono aumentati in misura modesta (0,7 per cento a valori costanti).

55 milioni di euro di mutui erogati alle famiglie

Erano stati 42 nel primo semestre del 2024, sono 55 nello stesso periodo del 2025: si attenua la flessione dei finanziamenti bancari per l’erogazione di mutui alle famiglie. Il tasso di interesse medio sulle nuove operazioni non ha subito variazioni di rilievo (3,6 per cento).

Nei primi sei mesi del 2025, è proseguita l’espansione del credito al consumo, ma a ritmi più contenuti rispetto all’anno precedente (3,8 per cento sui dodici mesi a giugno, a fronte del 4,8 del dicembre 2024). Il costo delle nuove erogazioni per questa tipologia di prestiti è lievemente diminuito (attestandosi all’8,2 per cento nel secondo trimestre; era l’8,4 allafine del 2024).

Il mercato del credito

Nel complesso, la qualità del credito a imprese e famiglie è lievemente peggiorata. Nella media dei quattro trimestri terminanti a giugno, il flusso di nuovi prestiti deteriorati in rapporto a quelli in bonis (tasso di deterioramento) era pari al 2,1 per cento per le imprese e allo 0,7 per le famiglie (rispettivamente 2,0 e 0,6 a dicembre 2024).

Tra i settori produttivi, il tasso di deterioramento è aumentato per le costruzioni, in seguito ad alcune difficoltà circoscritte a pochi operatori, a fronte di un miglioramento per le imprese manifatturiere; l’indicatore rimane stabile, su valori elevati, per le imprese dei servizi. A giugno 2025 i depositi bancari di famiglie e imprese sono tornati ad aumentare.

(re.aostanews.it)