Sommet Grand Continent: le Regioni rischiano di fare la fine delle sogliole
Enti locali, Incontri
di Elena Rembado  
il 02/12/2025

Sommet Grand Continent: le Regioni rischiano di fare la fine delle sogliole

La metafora è stata utilizzata alla tavola rotonda inaugurale Luciano Caveri, alludendo al rischio di essere schiacciate tra Europa e Stati

Le Regioni rischiano di fare la fine delle sogliole. La divertente ed efficace metafora ha animato la prima sessione del convegno inaugurale di Sommet Grand Continent all’Università della Valle d’Aosta, che si è svolta il 2 dicembre, a partire dalle ore 15 ed è stato dedicato al tema delle autonomie. Dopo i saluti dell’assessore regionale agli Affari europei Leonardo Lotto, la prima tavola rotonda ha affrontato il tema dell’autonomia regionale, con la partecipazione del membro del Comitato delle Regioni Luciano Caveri e della presidente di Fondazione Crt Anna Maria Poggi.

Le regioni nella costruzione europea: un approccio giuridico

Sul tema del ruolo delle Regioni si sono confrontati Enzo Balboni, professore di diritto costituzionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, co-direttore di Regioni sì, ma non così. Riflessioni e proposte in memoria di Valerio Onida (Il Mulino, 2025); Luciano Caveri, politico e giornalista; Anna Maria Poggi, professoressa di diritto costituzionale all’Università di Torino. Ha moderato l’incontro Patrik Vesan, professore di scienze politiche all’Università della Valle d’Aosta.

«Le Regioni hanno deluso palesando i propri limiti», ha detto Balboni. «Tuttavia se non ci fossero bisognerebbe crearle, in primo luogo per il loro ruolo intermedio tra singoli individui e uno Stato sempre più forte ed escludente, in secondo luogo per la loro capacità di esprimere l’identità culturale e storica del territorio. Hanno un senso se danno un contributo alla costruzione dell’Europa sociale».

«Il Governo multilivello dell’Unione europea è una metafora affascinante, ma dal punto di vista prescrittivo, giuridico, è problematico. L’Europa rischia di andare a comprimere gli spazi territoriali», ha aggiunto Poggi.

(elena rembado)

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