Corte Conti Ue promuove modello italiano controlli su olio
Roma, 14 gen. (askanews) – In materia di controlli sull’olio di oliva le autorità italiane hanno sempre raggiunto il numero minimo di controlli della categoria, tranne nel 2020 e nel 2021, durante la pandemia di COVID-19, e hanno effettuato molti più controlli dell’etichettatura di quanti richiesti. E’ quanto emerge dal report pubblicato oggi dalla Corte dei Conti Europea “I sistemi di controllo per l’olio di oliva nell’UE – Un quadro completo, ma applicato in modo disomogeneo”.
Dal 2020, invece, le autorità spagnole hanno effettuato un numero di controlli della categoria molto inferiore a quello richiesto e le autorità greche hanno sistematicamente effettuato un numero di controlli inferiore a quello richiesto, tranne nel 2023. Il Belgio, invece, ha effettuato il numero di controlli richiesto.
Il rapporto evidenzia che, anche se non sempre rispettano il requisito della legislazione dell’UE relativo al numero minimo di controlli, gli Stati membri visitati dagli auditor della Corte effettuano altri tipi di controlli che integrano i controlli di conformità richiesti dall’UE. Ad esempio, le forze di polizia italiane effettuano numerose ispezioni in loco e controlli specifici.
L’Italia è anche presa da esempio per quanto riguarda i controlli basati sul rischio. Nel 2021, sottolinea il report, le autorità italiane hanno creato un gruppo di riflessione sul settore dell’olio d’oliva, coadiuvato dall’Istituto italiano di servizi per il mercato agricolo alimentare, in cui sono discussi con cadenza annuale i fattori di rischio e le questioni critiche, alla luce della più recente congiuntura economica nel settore. Oltre all’apposito organismo di controllo per il settore agroalimentare e all’Agenzia delle dogane, vi sono tre autorità di contrasto con poteri investigativi (Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia costiera) che svolgono controlli sull’olio d’oliva. Inoltre, in Italia molti ispettori ricevono una formazione sulla valutazione organolettica e sono membri di panel ufficiali di assaggiatori. Ciò consente loro di svolgere un’azione più mirata sugli oli d’oliva (più rischiosi) durante il campionamento durante le ispezioni.
Tra l’altro, si nota che le autorità italiane e spagnole effettuano controlli lungo tutta la catena di approvvigionamento (industria, commercio al dettaglio, importazioni ed esportazioni), comprese le vendite online, anche per quanto riguarda gli oli d’oliva di diversa origine. In Italia le autorità danno anche priorità alla prevenzione delle frodi alimentari sulle piattaforme di commercio elettronico.
Infine, sul fronte delle sanzioni, si evidenziano le buone pratiche italiane, perché come in Spagna le sanzioni dipendono dai quantitativi di prodotto interessati e dai proventi ricavati dall’attività illecita. Inoltre, in Italia le sanzioni sono efficaci perchè decise in tempi relativamente brevi, entro 1,2 mesi.
