Groenlandia, Meloni il 22 a Bruxelles: il sentiero stretto tra Ue e Usa
Roma, 19 gen. (askanews) – Da un lato i paesi europei, dall’altro il rapporto con gli Usa, con il presidente Donald Trump: nel mezzo un gioco di equilibri e un sentiero che per la premier Giorgia Meloni, interessata al ruolo di mediatrice tra le due sponde dell’Atlantico, ma anche attenta a non finire isolata in Ue, forse non è mai stato così stretto. Di ritorno dalla missione in Asia il dossier Groenlandia – con la decisione americana di dazi aggiuntivi agli otto paesi europei che hanno mandato soldati nell’isola artica – resta aperto e le incertezze sono molte.
E’ incerta anche l’agenda dei prossimi incontri perchè tutto è in divenire, anche se l’interlocuzione tra Meloni e i leader europei, a partire dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen – dopo la telefonata di ieri in cui la premier ha detto direttamente a Trump che considerava “un errore” la mossa sui dazi – è continua. Il possibile vertice che Trump avrebbe voluto a margine del Forum di Davos in Svizzera appare sempre più improbabile.
Dunque la prima data ufficiale su questo fronte è il 22 gennaio quando Meloni parteciperà alla riunione straordinaria dei 27, fissata dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per fare il punto sulla Groenlandia e sullo stato delle relazioni transatlantiche, messe sempre più alle strette negli ultimi mesi tra dazi ed esternazioni varie di Trump, tra cui quella sulla scomparsa nel giro di due decenni dell’Europa. Tutte le opposizioni, oggi, hanno chiesto alla premier di riferire in aula a Camera e Senato prima del Consiglio straordinario e di conoscere l’atto di indirizzo con cui il governo si presenterà a Bruxelles.
Al centro del Consiglio europeo dovrebbe esserci la possibilità di ricorrere al cosiddetto ‘bazooka’, lo strumento anti-coercizione commerciale, invocato dal presidente francese Emmanuel Macron, che Bruxelles potrebbe mettere in campo come risposta ai dazi Usa. Meloni è prudente: come ha ribadito anche in questi giorni, la via da privilegiare è quella del dialogo e non certo l’avvio di una spirale di ritorsioni tra Ue e Usa, che potrebbero avere effetti molto negativi per tutti.
C’è, infine, tra le molte insidie dell’affaire Groenlandia, anche quella degli effetti che l’ennesima scossa di Trump può avere nella maggioranza di governo, dove già non mancano le sensibilità diverse sui dossier internazionali. Nei giorni scorsi la Lega ha condannato senza molti giri di parole l’idea europea dei contro dazi e oggi, insieme alla cautela della premier, trova un alleato di peso, il ministro della Difesa Guido Crosetto. L’esponente di Fratelli d’Italia risponde su X al senatore del Carroccio Claudio Borghi, condividendo la bocciatura dell’iniziativa: “Concordo. E’ il modo peggiore per rispondere. Innescare una gara a chi fa più male all’altro, tra alleati, non può che portare a disastri. Lo ripeto, servono calma, razionalità, pazienza”, scrive. Con Meloni anche il leader leghista Matteo Salvini che ne elogia la “prudenza”. “Sicuramente – per il vice premier – Trump si comporta in maniera irrituale” ma “la risposta dell’Europa però deve essere univoca, non possono esserci solo Francia e Germania che decidono per tutti, perché non funziona così”.
