Agricoltura: VdA Futura si scaglia contro l’accordo con i paesi sudamericani
Agro-alimentare
di Danila Chenal  
il 19/01/2026

Agricoltura: VdA Futura si scaglia contro l’accordo con i paesi sudamericani

Sull’accordo Ue-Mercosur chiede al governo regionale di prendere posizione nelle sedi opportune per difendere concretamente la filiera produttiva valdostana e i consumatori       

Agricoltura: VdA Futura si scaglia contro l’accordo con i paesi sudamericani.

Sull’accordo Ue-Mercosur chiede al governo regionale di prendere posizione nelle sedi opportune per difendere concretamente la filiera produttiva valdostana e i consumatori.

I motivi del no

«In questi giorni è stato firmato anche dall’Italia l’ accordo di libero scambio Ue-Mercosur  – scrive in una nota il movimento politico – pensato per ridurre i dazi doganali e le barriere commerciali  tra l’UE e diversi paesi del Sud America, tra cui il Brasile e l’Argentina.

Il trattato  apre il mercato a  prodotti a basso costo ottenuti con regole più deboli su lavoro, qualità, sicurezza alimentare e crea una concorrenza sleale che mette a rischio la sopravvivenza delle nostre aziende, sottoposte ad un pesante carico burocratico e  rispettose di rigide norme in materia di salute, ambiente e benessere animale».

Sovranità alimentare

«Crediamo nella sovranità alimentare – prosegue la nota -, nel diritto dei popoli di definire le proprie politiche agricole e alimentari che garantiscono cibo sano, culturalmente appropriato e prodotto in modo sostenibile ponendo produttori e consumatori al centro dei sistemi alimentari, contrapponendosi alle logiche del libero mercato globale e del controllo delle multinazionali a tutela della biodiversità, delle economie locali, dei diritti dei contadini e delle piccole medie imprese».

I Gas

Valle d’Aosta Futura  ricorda che «sta sostenendo e promuovendo sul territorio valdostano le  realtà denominate Gas (gruppi di acquisto solidali) nate per incentivare un consumo critico, acquistare insieme prodotti di qualità biologici, locali, stagionali direttamente dai produttori locali,  sostenendoli economicamente, riducendo l’impatto ambientale (filiera corta, meno sprechi) e creando una rete di relazioni basate su fiducia, equità e consapevolezza, andando oltre il semplice risparmio per costruire un’alternativa etica alla grande distribuzione».

(re.aostanews.it)

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