«La Thuile comunità seria e accogliente, nessun collegamento con “Visit La Thuile”»
Il sindaco Mathieu Ferraris interviene sulla segnalazione della consigliera di parità Katya Foletto che aveva segnalato il profilo Instagram con contenuti «in netto contrasto con il decoro»
«La Thuile è una comunità seria, accogliente e orgogliosa della propria identità. Per questo è importante chiarire subito che la pagina “Visit La Thuile” non ha alcun collegamento con il Comune né con i soggetti che, a vario titolo, lavorano quotidianamente per promuovere il nostro territorio».
Così il sindaco di La Thuile Mathieu Ferraris fa chiarezza sulla segnalazione arrivata ieri dalla consigliera di parità, Katya Foletto, sul profilo Instagram che usa il nome della località pubblicando contenuti «in netto contrasto con l’immagine di decoro e l’offerta turistica di una prestigiosa località montana quale La Thuile».
Il Comune prende le distanze
L’amministrazione comunale prende le distanze dai contenuti, rimossi già nella serata di ieri.
«Si tratta di una pagina privata e, con un minimo di attenzione, risulta evidente a chiunque abbia familiarità con i nostri canali ufficiali: pochi post, pochi follower, nessun riferimento istituzionale e nessun collegamento con la nostra identità visiva».
«Non c’è mai stato alcun rischio di confusione con i canali ufficiali del Comune» precisa il sindaco.
La comunicazione ufficiale e il brand LTH
«La comunicazione turistica ufficiale di La Thuile è affidata a professionisti e segue una linea editoriale chiara, riconoscibile e coerente con il logo turistico registrato “LTH” e con il brand territoriale La Thuile Aosta Valley – The Wild Side of Mont Blanc» spiega Ferraris.
«Il logo è un marchio tutelato e rappresenta un elemento distintivo della nostra immagine. Il brand è parte integrante della nostra identità e della strategia di comunicazione».
Contenuti rimossi
Il sindaco spiega che «pur non avendo il Comune alcuna responsabilità né competenza nella gestione di profili social privati, a seguito della segnalazione ricevuta ci siamo attivati in modo collaborativo, ottenendo immediatamente il risultato necessario».
«I gestori della pagina hanno riconosciuto l’inopportunità dei contenuti e li hanno rimossi autonomamente nel giro di pochi minuti».
Ferraris però sottolinea come «nessun ente pubblico può impedire a un privato di utilizzare il nome di una località in un profilo social, purché non si presenti come ufficiale e non utilizzi marchi registrati».
«Questo è un principio generale valido per tutte le destinazioni turistiche».
«La Thuile ha un’identità forte, un’immagine riconoscibile e una strategia turistica chiara – conclude -. Continueremo a lavorare per valorizzare il nostro territorio e garantire che la comunicazione ufficiale rispecchi i valori e la qualità che la nostra comunità merita».
(erika david)
