Fiera di Sant’Orso: il premio La Saint-Ours a Giuseppe Binel
Il gruppo dei premiati
Artigianato, ATTUALITA'
di Cinzia Timpano  
il 31/01/2026

Fiera di Sant’Orso: il premio La Saint-Ours a Giuseppe Binel

Lo scultore di Donnas premiato per aver rappresentato «la più autentica tradizione valdostana»; ecco tutti i premiati

Fiera di Sant’Orso: il premio La Saint-Ours a Giuseppe Binel.

Va all0 scultore di Donnas il premio La Saint-Ours, alla Fiera di Sant’Orso 2026.

Le premiazioni si sono tenute in piazza Chanoux oggi pomeriggio, durante il secondo giorno di Foire.

Il premio La Saint-Ours è assegnato a un’opera di particolare rilievo appartenente all’Artisanat Valdôtain Historique e all’Artisanat Valdôtain Traditionnel, esposta per la prima volta.

La motivazione: «La sculpture réalisée d’une façon impeccable du point de vue technique représente efficacement la vie au quotidien de nos campagnards et exprime en même temps la plus authentique tradition valdôtaine.

Menzione a Demis Dandres, con la motivazione: «La fienagione: il bassorilievo eseguito dal giovane artigiano interpreta un lavoro agricolo tradizionale con forme innovative semplici ed essenziali in un insieme armonico».

Premio Amédée Berthod  Il premio al più promettente espositore che non abbia ancora compiuto 25 anni al 31 dicembre 2025 è stato assegnato a Loris Damarino.

Diplomato nel 2023 presso l’Institut Agricole, ha iniziato ad avvicinarsi alla lavorazione del cuoio, frequentando corsi serali. Attualmente si divide tra un lavoro da dipendente e l’azienda zootecnica di famiglia.

Nel tempo restante si dedica alla lavorazione del cuoio e, in futuro, non esclude di farne un’attività principale. Produce manufatti destinati alla vendita per la Saint-Ours, ma anche per le mucche di proprietà della sua famiglia, per le batailles e per la désarpa.

Premio Robert Berton a Sergio Buillet, espositore più anziano d’età non premiato negli ultimi 5 anni (classe 1935).

Premio nozze d’oro con la Fiera a Bruno Franco, Guido Diémoz, Siro Viérin, Gilberto Fiou, Franco Crestani e Dario Berlier per aver partecipato alla Fiera da almeno 50 anni.

Premio Pierre Vietti a Erick Bionaz sul tema 2026: Vignobles, vignerons et vin.
Il Premio è stato assegnato dal Comité des Traditions con la motivazione: «Le bas-relief représente d’une façon efficace les différentes étapes du travail des vignerons valdôtains à partir des vendanges jusqu’à la vinification. La disposition des personnages ainsi que l’ensemble général évoquent de façon élégante et harmonieuse le paysage valdôtain avec ses témoignages historiques».

Menzione a Romano Hugonin.

Prix pour avoir préservé les techniques artisanales traditionnelles dans la fabrication d’outils agricoles à remettre en valeur aujourdui assegnato a Fabrizio Badery per la varietà di attrezzi agricoli presentati (rastrelli, scale a pioli, raccogli frutta, pinza e martello per raccolta castagne), per le finiture eseguite a mano e per aver riproposto strumenti di concreto interesse attuale per le famiglie che scelgono di ripopolare le zone montane.

Ai bambini tisseran della scuola elementare di Valgrisenche è stato assegnato il Premio Carlo Jans, al corso regionale più meritevole per l’apprendimento delle tecniche di lavorazioni artigianali.

Motivazione: «la tecnica presentata dalla scuola elementare di Valgrisenche emerge nel panorama delle scuole artigiane per l’unicità del materiale, la lavorazione a telaio e la giovanissima età degli allievi. La produzione di questa scuola non può che segnare in modo positivo il futuro dell’artigianato nella trasmissione di antichi saperi.

A Erick Bionaz è stato assegnato il Premio Alpino Pier Andrea Donazzan, assegnato dalla sezione Valle d’Aosta dell’Associazione Nazionale Alpini per aver «meglio rappresentato nella sua opera l’innovazione nella tradizione per la solidarietà».

La motivazione: lo scultore ha rappresentato il tema partendo dall’attualità dell’iniziativa benefica Operazione Stella Alpina condotta ogni due anni dalla Sezione Valdostana dell’Ana. L’opera coniuga una indubbia capacità di padroneggiare la tecnica tradizionale della scultura lignea con chiari e diretti riferimenti iconografici al mondo degli alpini: il cappello, la penna che diventa il supporto per la salita del mulo e del suo conducente, lo zaino, la corda e la piccozza. Apprezzabile il contesto paesaggistico riconoscibile del Cervino. La cascata di stelle alpine conferisce all’opera una delicata nota poetica.

A Ezio Dejanaz è stato consegnato il Premio Don Garino, per la migliore opera in legno a tema religioso.

«La statue de Saint-Ours, avec le bâton, le petit oiseau tendrement appuyé sur son épaule et dans la main le livre des homélies de don Garino, symbolise la spiritualité qui traverse les siècles et relie 2 figures – qui à des degrés différents bien-sûr – représentent un peu la culture valdôtaine.

Bissa Ezio Dejanaz, conquistando anche il Premio Domenico Orsi, consegnato all’opera che meglio è riuscita a rappresentare il concetto di dono.

Con la sua opera, Il Pianto dell’Angelo, Ezio Dejanaz ha saputo emozionare, rappresentando il tema del dono e raffigurando un angelo che prega invocando la pace e interpretando così l’importante necessità di porre fine ai conflitti mondiali in questo particolare periodo storico.

Menzione speciale a Erick Bionaz con la motivazione: «la giuria riconosce, altresì, merito e menzione speciale all’artigiano Erick Bionaz che ha rappresentato il concetto del dono attraverso una scultura raffigurante la solidarietà di due alpini volontari che portano sostegno e ristoro come primo soccorso presso la casa di un’anziana colpita dall’alluvione.

Il Premio Savt Foire de Saint-Ours agli artigiani che meglio rappresentano il mondo del lavoro per originalità e innovazione + stato assegnato a Demis Dandres.

La giuria: «Il a su introduire une innovation portée par une signature stylistique singulière, capable de captiver le regard du visiteur tout en lui laissant une empreinte mémorielle durable. Cette démarche novatrice s’inscrit néanmoins dans un profond respect de la tradition, perceptible dans l’usage de matériaux classiques qui évoquent le monde du travail agricole à ses origines, comme en témoigne notamment l’œuvre consacrée à la fenaison.

Tradizione, ricerca e innovazione sono valse a Maddalena Pintore l’11º Premio Ville d’Aoste – Franco Balan.

La giuria ha premiato Pintore «per aver saputo trasformare il gesto creativo in memoria condivisa e la materia in segno di umanità. Gaza – Impronte per la Pace coinvolge l’infanzia come luogo autentico dell’espressione e utilizza un linguaggio semplice e accessibile, capace di parlare a tutti, oltre alla delicatezza del segno, l’uso di materiali diversi e la dimensione partecipata dell’opera, pienamente in sintonia con i valori dell’arte di Franco Balan.

Enrico Massetto si è aggiudicato il Premio Enfanthéâtre. I bambini spettatori del Festival hanno scelto l’opera da assegnare alla compagnia vincitrice della rassegna 2025/2026.

L’opera in legno nella sua originalità ha rispettato il tema del 2026 “animali da palcoscenico”.
La giuria è stata colpita soprattutto dalla scelta degli animali, una volpe e un corvo avvolti dai tendoni di un teatro. Un connubio perfetto tra il teatro e i protagonisti degli spettacoli della rassegna 2026 di Enfanthéâtre.

Il Premio Fidapa, riconosciuto all’espositrice con l’opera più creativa, artistica e più rispettosa della tradizione valdostana, è stato assegnato a Lara Cavagnino.

L’opera che unisce legno vecchio raccolto in un villaggio di montagna e l’argilla: sull’argilla l’artista ha impresso elementi naturali come foglie ed erbe raccolti sul territorio che si fondono con pizzi e manufatti all’uncinetto, un savoir faire tutto al femminile che si tramandava di madre in figlia.

Tutte le fotografie dei premiati e le interviste, sulle pagine di Gazzetta Matin in edicola lunedì 2 febbraio.

(re.aostanews.it)