Disturbi del neurosviluppo, c’è un legame con gli errori nella riparazione del Dna
È stato pubblicato sulla rivista Genetics in Medicine lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Gaslini di Genova ei colleghi dal Center for Clinical and Computational Genomics dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Aosta
Disturbi del neurosviluppo, c’è un legame con gli errori nella riparazione del Dna.
È stato pubblicato sulla rivista Genetics in Medicine lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Gaslini di Genova ei colleghi dal Center for Clinical and Computational Genomics dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Aosta che collega difetti nei geni della riparazione del Dna ai disturbi del neurosviluppo.
Lo studio evidenzia come errori nella riparazione del Dna portino a un accumulo di varianti genetiche e, conseguentemente, alla regressione delle capacità.
Analizzato il genoma di mille persone
La ricerca ha analizzato il genoma di mille persone con disturbi del neurosviluppo, indagando le cause molecolari e biologiche delle regressioni.
I disturbi del neurosviluppo generano un’ampia categoria di condizioni, tra cui l’autismo, diverse disabilità intellettive e l’epilessia.
In alcuni casi, inoltre, si osserva la perdita di abilità acquisite durante i primi anni di vita, come per esempio la capacità di lettura o di comunicazione orale, mostrando una regressione anziché un miglioramento della condizione, nonostante i percorsi riabilitativi e formativi in corso.
Il gruppo di ricerca ha indagato le cause molecolari e biologiche di questa regressione, studiando il Dna di oltre mille persone con tecnologie che analizzano il genoma.
Sei pazienti all’attenzione del team di ricerca
Tra i mille casi analizzati, il team di ricerca si è concentrato in particolare su sei pazienti perché possiedono varianti che possono compromettere i processi di correzione dei danni al Dna, portando quindi le cellule ad accumularne di nuove e a perdere funzionalità.
In questo processo, le varianti nei geni riparatori del Dna presenti fin dalla nascita possono facilitare l’insorgenza di nuove mutazioni nocive che, nel tempo, contribuiscono alla perdita di abilità acquisite durante la crescita.
«Il nostro lavoro suggerisce che la regressione nello sviluppo, osservata in una parte dei pazienti con disturbi del neurosviluppo, potrebbe essere favorita dalla combinazione di alterazioni in più geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del Dna – spiega la dottoressa Maria Cerminara, prima co-autrice dello studio e ricercatrice di Genetica Medica del Gaslini.
Queste varianti compromettono la stabilità del genoma e portano a un aumento di mutazioni somatiche e di espansioni di sequenze ripetute, fenomeni che potrebbero contribuire direttamente alla regressione neuroevolutiva».
Il gene Fan 1
Tra i geni tenuti in considerazione, il gruppo di ricerca si è focalizzato su un gene in particolare, denominato FAN1, perché ha un importante ruolo nella correzione di alcuni errori genetici oltre a essere coinvolto in altre patologie neurologiche.
«Grazie all’utilizzo di diverse tecniche di sequenziamento del Dma e all’implementazione di algoritmi bioinformatici avanzati, siamo riusciti a quantificare con precisione l’accumulo di varianti nei pazienti con regressione cognitiva – spiega il dottor Giovanni Spirito, primo co-autore e ricercatore all’IIT di Aosta.
Abbiamo osservato che in uno dei casi con varianti nel gene FAN1, l’instabilità genomica era così marcata da suggerire un meccanismo attivo e progressivo durante lo sviluppo. È una scoperta che cambia il modo in cui pensiamo abbiano origine queste condizioni».
(re.aostanews.it)
