Fuori Pista – seconda edizione
Milano, 18 feb. (askanews) – La 25esima medaglia di queste olimpiadi è arrivata dallo sci di fondo: Federico Pellegrino ed Elia Barp hanno fatto una grande gara nella Team Sprint e sono riusciti con grande tenacia e tecnica a conquistare il bronzo, alle spalle della Norvegia e degli Stati Uniti. La nazionale scandinava era ovviamente trascinata dal monumentale Klaebo, al quinto oro in cinque gare a cui ha preso parte, vero dominatore del fondo. Ma gli azzurri hanno saputo tenere testa ai migliori e si godono il podio, per Pellegrino seconda medaglia personale, per un grande congedo dai Giochi.
Delusione invece dallo slalom femminile di sci alpino, vinto da un’altra grandissima dello sport come Mikaela Schiffrin, e dal biathlon: la staffetta femminile non è riuscita oggi a essere all’altezza delle aspettative.
Oggi da Casa Italia a Milano è passato il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò, che ha parlato di legacy e di aspettative sportive, soffermandosi poi sul valore più generale delle medaglie conquistate.
“Le medaglie ottenute da quelle ragazze che fino a pochi giorni fa, per qualcuna anche poche ore fa, non si sapeva neanche se avrebbero gareggiato – ha detto Malagò – onestamente hanno un sapore diverso, questo penso di dirlo. Ho sempre sostenuto che tu puoi organizzare i Giochi migliori del mondo, ma se poi non li accompagni anche con i risultati sportivi, insomma, a cominciare della vostra categoria, è sicuro che si inizia a tirar fuori qualche critica di troppo e invece se vanno in parallelo è qualcosa di meraviglioso. Però ci stanno ancora cinque giorni, una cerimonia di chiusura per cui molti piedi per terra, ma molti”.
Con l’avvicinarsi della fine di questa Olimpiadi è normale anche che si cominci a riflettere su che cosa ha portato di nuovo Milano Cortina 2026 e, immediatamente, la risposta che viene spontanea è la formula diffusa, che anche per il ministro dello Sport Andrea Abodi ha identificato come uno dei più importanti lasciti di questi Giochi.
“È stato un progetto certamente innovativo, coraggioso, complicato – ha detto il ministro – perché la logistica, i trasporti, la sicurezza presuppongono un impiego di uomini e di tecnologie molto elevato però è un modo anche per rispettare l’ambiente non c’è una densificazione del turismo, c’è invece la distribuzione del turismo”.
Tornando alle gare, quella di stasera, 18 febbraio, si annuncia come la grande notte dello short track. Alla Milano Ice Skating Arena sono in programma i 500 metri maschili, dai quarti alla finale, con in gara gli azzurri Sighel, Nadalini e Previtali. E poi c’è grandissima attesa per la finale della staffetta femminile, con la squadra azzurra guidata da Arianna Fontana ed Elisa Confortola. Per un sogno ad alta velocità. Noi ci saremo.
