SPORT
di Erika David  
il 03/03/2026

Federico Pellegrino prepara il suo Gran Finale: «Bello tornare con i frutti di quello che si è raccolto in giro per il mondo»

L'olimpionico del fondo Chicco Pellegrino in occasione della presentazione del suo addio al fondo in programma a Saint-Barthélemy a fine marzo ha commentato le sue Olimpiadi

I suoi occhi non nascondono l’emozione, incollati sullo schermo a riguardare le immagini della staffetta olimpica con la quale ha consegnato al fondo italiano e all’Italia tutta una medaglia che mancava da vent’anni. Federico Pellegrino, ad Aosta per presentare il Gran Finale, il suo addio alla carriera in programma a Saint-Barthélemy dal 27 al 29 marzo, parla volentieri dei suoi successi alle Olimpiadi Milano-Cortina.

I due bronzi olimpici: «due medaglie importantissime»

Federico Pellegrino ha chiuso la sua ultima Olimpiade con due medaglie di bronzo, nella team sprint con Elia Barp e quella tanto atteso con la staffetta e i compagni Elia Barp, Martino Carollo e Davide Graz.

«Sono due medaglie importantissime. Le ho cercate per tutta la carriera e non è mai stato facile» commenta Pellegrino.

«Ho ottenuto tanto nella mia carriera e nella team sprint, ma la staffetta, ai Mondiali e alle Olimpiadi, era qualcosa che mi mancava e questo era l’obiettivo di questo quadriennio».

«Riuscire a raggiungere e rilanciare l’obiettivo della medaglia in un evento a squadra per me è una soddisfazione enorme, un lavoro che non è stato fatto solo di me, sulle mie gambe o sulla mia testa, ma è stato fatto con un gruppo di ragazzi che sono riusciti a capire di essere in grado di poter ambire e raggiungere un traguardo di questo livello».

«L’ho sognato, l’ho fissato come obiettivo e ce l’ho fatta a raggiungerlo. Sia per chi era lì in pista, ma anche per tutto il lavoro fatto alle spalle, per la crescita di questi ragazzi, e per tutti i compagni di squadra che ho avuto nella carriera dal 2006/2007 a oggi, è stata un’enorme soddisfazione».

La gioia del quartetto azzurro (foto Gianpaolo Piazzi – Coni)

L’abbraccio potentissimo della Valle

In attesa dell’ultimo grande abbraccio all’atleta professionista, Pellegrino parla dell’affetto dei valdostani.

«Un abbraccio potentissimo l’ho sentito già prima di partire per le Olimpiadi, qui, quando ho portato la fiaccola e acceso il bracere. Sono state le prime lacrime olimpiche di questa esperienza, solo un anticipo di quanto è stato bello sventolare la bandiera italiana alla cerimonia di apertura e delle gare» dice Chicco.

«È bello tornare a casa con delle medaglie, ma non scontato. È bello vedere le persone felici, è bello tornare con il frutto di quello che si è raccolto in giro per il mondo».

L’omaggio della Valle a un atleta straordinario

Alla straordinaria carriera di Chicco Pellegrino -quattro medaglie d’argento e due di bronzo ai Mondiali, 2 argenti e 2 bronzi olimpici, oltre agli innumerevoli podi in Coppa del Mondo-, va l’omaggio della politica valdostana che ha accolto e sostenuto la pazza idea del fondista di riunire a Saint-Barthélemy l’eccellenza del fondo internazionale.

Alessandro Plater, Flavio Serra, Renzo Testolin, Federico Pellegrino, Camillo Rosset, Loredana Petey, Giulio Grosjacques

«Celebriamo atleta straordinario» dice Giulio Grosjacques, assessore regionale allo Sport.

«Abbiamo fatto un grande sforzo per rendere la località all’altezza di quello che andiamo a celebrare. Un ringraziamento va a Chicco per Olimpiadi e la sua carriera, risultati che ci hanno fatto inorgoglire» commenta Grosjacques.

«Oggi presentiamo il Gran Finale, la testimonianza più bella di quello che si può fare in una regione piccola come la nostra, insieme alle famiglie, agli Sci club, dimostriamo che anche qui si può fare sport ad alto livello, la comunità valdostana è  grata a Chicco Pellegrino».

Il poliziotto Federico Pellegrino tra i colleghi con le medaglie olimpiche

Un esempio per tutti i giovani

La vice presidente del Consiglio Valle Loredana Petey, ex colonna dell’Asiva che ha seguito la carriera dell’azzurro fin dai primi passi sottolinea il «talento, la determinazione e lo spirito di squadra testimoniato anche dalle Olimpiadi, dove è stato protagonista e trascinatore di una squadra, punto riferimento per l’intero movimento fondo italiano ed esempio per tutti giovani».

«Un atleta che ha saputo mantenere un legame autentico con la comunità e tutta la Valle, il Consiglio regionale è onorato di contribuire all’organizzazione dell’evento, un momento di festa, condivisione e gratitudine».

Per il sindaco di Nus, Camillo Rosset, Federico Pellegrino e il suo Gran Finale «lasceranno una traccia indelebile per Saint-Barthélemy e per tutta la Valle».

«Grazie a chi ha creduto subito in questo evento trasformando il nostro gran Tor in una stazione di alto livello».

La straordinaria impronta di un campione

Il presidente del comitato Asiva, Marco Mosso ha ricordato «il talento fenomenale. Ha dimostrato fin da piccolino le sue capacità e trovato terreno fertile in Valle, nello sci club, nel comitato e squadre nazionali».

«Ora la grande sfida, visti i risultati straordinari, sarà confermare quanto fatto – conclude Mosso -. Le premesse buone per un movimento solido, seguendo la straordinaria impronta che ci ha lasciato Federico Pellegrino».

Emozionato il presidente della Regione, Renzo Testolin, al quale Pellegrino posa davanti, improvvisamente, le medaglie olimpiche.

Testolin sottolinea «la forza e le capacità di Federico di muovere le questioni. Ha coinvolto Comune e Regione in un percorso di valorizzazione della comunità».

«La forza di un’atleta si vede dalle sue radici, dall’attaccamento ancestrale al territorio, alla comunità, nel non perderle di vista. Nell’attenzione nel legare le manifestazioni a persone che non ci sono più, nella sensibilità di volerli ricordar, un modo per non dimenticare che questo territorio ci ha dato una dinastia di campioni, cresciuti in un contesto rurale, ma con nel Dna la solidarietà sportiva e la tradizione alpina».

«Creare comunità – conclude Testolin -, vuol dire mettere insieme tutti, dai ragazzini ai master, questa volontà rende merito a persona speciale un po’ come la nostra regione, non per altro è il nostro Chevalier».

(erika david)

 

di segreteria 
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