Assistenza sanitaria domiciliare per 3.225 anziani valdostani, dal 2019 a oggi la crescita è del 1.308%
SALUTE & BENESSERE, Sanità
di Cinzia Timpano  
il 18/03/2026

Assistenza sanitaria domiciliare per 3.225 anziani valdostani, dal 2019 a oggi la crescita è del 1.308%

La Valle d'Aosta è prima in Italia per il monte ore dedicato a ciascun anziano e ha raggiunto in anticipo gli obiettivi 2026 fissati dal Pnrr

Assistenza sanitaria domiciliare per 3.225 anziani valdostani, dal 2019 a oggi la crescita è del 1.308%.

Sono 3.225 gli anziani seguiti a domicilio attraverso il servizio ADI, assistenza domiciliare integrata in Valle d’Aosta.

Una crescita di oltre 14 volte rispetto al 2019

Nel 2019 erano solo 229; il dato fa segnare una crescita di oltre 14 volte, come dire il 1308% di crescita.

Così facendo, la sanità valdostana ha superato l’obiettivo nazionale Pnrr fissato per il 2026.

Il dato emerge dal monitoraggio sull’investimento ‘Casa come primo luogo di cura’ del Piano nazionale di ripresa e resilienza, uno degli indicatori chiave per valutare i Lea, livelli essenziali di assistenza.

Il dato era già stato positivo nel 2024, quando i pazienti erano 2.855 ed è ulteriormente migliorato, ponendo la regione in anticipo rispetto all’obiettivo nazionale previsto per il 2026.

Dato altrettanto importante è aver mantenuto il monte ore di assistenza garantito a ogni singolo paziente, che risulta essere il più alto d’Italia.

L’assessore alla Sanità Carlo Marzi e il direttore dell’azienda Usl VdA Massimo Uberti

L’assessore alla Sanità Carlo Marzi: «cure domiciliari, scelta di civiltà»

«Portare le cure a casa delle persone non è solo una scelta organizzativa: è una scelta di civiltà – sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche sociali Carlo Marzi -. Significa riconoscere che un anziano fragile, laddove esistono le condizioni, sta meglio nel proprio ambiente, tra le proprie abitudini e i propri affetti.
L’implementazione di un sistema di cure sanitarie domiciliari, specificatamente dedicate alle persone anziane non autosufficienti, non solo migliora la qualità di vita delle persone e dei loro famigliari, ma rappresenta un traguardo nell’ implementazione dei servizi alternativi all’inserimento nelle strutture, nonché al ricovero improprio e significa anche concretamente decongestionare il pronto soccorso.
Questi sono obiettivi centrali nel processo di riforma dei servizi socio-assistenziali e sanitari che ci vedono tutti impegnati, come
assessorato e azienda Usl certo, ma più in generale come Comunità in una delle maggiori sfide del nostro tempo: affrontare la crisi demografica».

Il dg Uberti: «merito di medici e operatori sanitari»

Il direttore generale dell’azienda Usl Massimo Uberti spiega che «tre anni or sono ci chiedevano come avremmo fatto a raggiungere un incremento di attività così impegnativo per rispettare il target Pnrr, lo abbiamo fatto. Il segreto è semplicemente che dietro a questi numeri ci sono infermieri, OSS, medici di medicina generale e operatori amministrativi, professionisti e persone, che ogni giorno lavorano sul territorio con grande professionalità e dedizione.

A loro va il merito principale di questo traguardo. Crescere così tanto senza abbassare la qualità non era scontato: significa che il sistema ha tenuto, e ha tenuto bene. Anche gli uffici dell’azienda e dell’assessorato – sottolinea – hanno lavorato molto sulla qualità dei flussi informativi da inviare al Ministero, per correggere le penalizzazioni derivanti dall’organizzazione peculiare di una Regione a statuto autonomo, come la nostra».

(re.aostanews.it)

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