Crisi Edileco: il futuro della cooperativa è appeso a una banca
Questo quanto emerso in una call con i creditori lo scorso 11 marzo; serve nuova liquidità per dare gambe al nuovo piano finanziario. Intanto, prorogate fino a giugno le misure protettive
Il futuro della cooperativa Edileco è appeso a una banca. Una sola.
Il rinnovo fino a giugno delle misure protettive deciso dal Tribunale di Aosta, ma anche l’esposizione di nuove possibili modalità per chiudere una volta per tutte l’esposizione debitoria (stimata in 16 milioni di euro) di Edileco verso banche, fornitori e privati.
Il tutto, però, come detto, appeso al filo della concessione di nuova liquidità (2,5 milioni di euro), da parte della Guber Banca.
Questo quanto emerso mercoledì 11 marzo nella call con i creditori, che ha visto i vertici della società, insieme all’avvocato Maurizio Irrera (esperto torinese, nominato dalla Camera di Commercio ai fini della composizione negoziata della crisi), illustrare nuove ipotesi per mettere una pietra sopra alla posizione debitoria.
Edileco: il nuovo piano finanziario
Innanzitutto, il consulente finanziario Giovanni Angelini ha evidenziato la concessione, da parte del Tribunale, di una proroga di 120 giorni (scadenza a giugno) delle misure protettive, avviate lo scorso 26 novembre e utili affinché i creditori non possano acquisire diritti di prelazione, né iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio degli imprenditori o sui beni e i diritti con i quali viene esercitata l’attività d’impresa.
In ballo, però, c’è la richiesta di una nuova quota finanziaria da 2,5 milioni di euro.
L’operazione, declinata da altri istituti di credito, vede in gioco solamente Guber Banca, che deve ancora pronunciarsi in merito.
C’è un però: senza questa erogazione, destinata al pagamento di fornitori e banche, la nuova manovra finanziaria, come spiegato da Angelini, non starà in piedi.
Edileco: le opzioni per i creditori
Edileco, sempre per bocca del dottor Angelini, ha poi esplicitato due opzioni alternative offerte ai creditori.
La prima riguarda un’ipotesi di saldo e stralcio del debito, che varierebbe in base alla classe dei creditori. Il 30% del saldo sarebbe riservato a fornitori.
Per quel che riguarda i creditori concorrenti, al fisco è stato proposto un saldo e stralcio della posizione debitoria, quindi stralcio del 30% e pagamento del residuo in 10 anni o il pagamento integrale in dieci anni.
Le banche sono state divise in categorie.
Quelle che soffrono di più (circa il 60% della posizione bancaria), sono destinatarie di un pagamento del 15% con richiesta di straccio dell’85%.
L’altra ipotesi, invece, prevede invece il pagamento del 100% dei debiti, ma in un lasso di tempo di 48 mesi.
Nelle prossime settimane i creditori dovranno operare la propria scelta.
Come emerge dal verbale dell’incontro, i creditori che non aderiscono potrebbero essere «costretti ad aderire laddove ci sia una maggioranza di creditori calcolata per quote di capitali superiore a seconda di alcune ipotesi del 60-65%».
(re.aostanews.it)
