Energia, Tajani: serve una decisione chiara della Ue per ridurre i prezzi
Bruxelles, 19 mar. (askanews) – Affrontare gli aumenti dei prezzi dell’energia causati dal nuovo conflitto in Medio Oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz è una priorità non solo per il governo italiano ma per l’Ue, che deve intervenire con decisioni come la fissazione di un tetto al prezzo del gas e anche una sospensione del mercato Ets sullo scambio di permessi di emissione di CO2, che hanno impatto sul prezzo dell’energia elettrica. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando ai giornalisti a margine del pre-vertice del Ppe stamattina a Bruxelles, prima del Consiglio europeo che avrà proprio i prezzi dell’energia al centro delle discussioni tra i leader.
Durante l’incontro dei dirigenti del Ppe, ha riferito Tajani, “abbiamo parlato a lungo della questione Ets. Ho ribadito qual è la posizione italiana, anche di fronte alle forti richeste dhe vengono dal mondo produttivo, di intervenire in tempi rapidi anche durante il Consiglio (europeo ndr) di oggi”. C’è, ha ricordato, una richiesta dell’Italia con “una posizione condivisa da molti paesi, anche la Polonia, che hanno fatto un intervento chiaro: noi chiediamo un intervento di sospensione (dell’Ets, ndr) almeno per gli aspetti che riguardano l’energia elettrica” Inoltre, ha aggiunto Tajani, c’è “una richiesta pressante anche dal mondo agricolo per quanto riguarda i fertilizzanti”; con quello che sta succedendo, “il blocco dei fertilizzanti rischia di provocare enormi danni al mondo agricolo e anche possibili carestie nei paesi più poveri, quindi credo sia giusto intervenire su questa questione”.
Per il governo italiano, ha rilevato il ministro, “la questione dell’energia e del prezzo dei carburanti rappresenta una priorità. L’ho ribadito anche oggi”, durante il pre-vertice del Ppe, “ho raccontato quello che abbiamo fatto ieri al Consiglio dei ministri, sulla riduzione del costo dei carburanti di 25 centesimi al litro, e anche la decisione di combattere eventuali speculatori con dei controlli molto serrati, sia nel momento in cui viene erogato il carburante, sia a monte. Bisogna poi anche intervenire sul prezzo del gas, perché anche stamani siamo saltati a livelli fino a 64 euro” per Mwh alla Borsa di Amsterdam, “e questo non va bene. Quindi – ha sottolineato – dobbiamo cercare di trovare anche un tetto al prezzo del gas, con l’Europa che deve intervenire”. Con l’evolvere della situazione e il traffico attraverso lo stretto di Hormuz ormai interrotto, ha osservato ancora Tajani, “rischiamo di avere ancora aumenti dei costi dell’energia, cosa che non ci possiamo permettere, stante il fatto che sono già troppo alti per garantire la competitività dei nostri sistemi produttivi. Abbiamo fatto il Decreto Produttività Italia, ieri abbiamo preso quest’altra decisione a tempo, vediamo poi cosa succederà”. Ad ogni modo, ha assicurato “continueremo ad adottare provvedimenti che garantiscano comunque il cittadino, che non può pagare un prezzo troppo alto per colpe non sue”.
A una domanda sul fatto che il Consiglio europeo di oggi non sembra riuscirà a prendre grosse decisioni, né sull’Ets né sul tetto al prezzo del gas (una misura che aveva già preso nel 2022, ma in forte ritardo, sei mesi dopo i forti aumenti dei prezzi causati dall’inizio della guerra russa in Ucraina), Tajani ha replicato: “L’Italia sta spingendo perché l’Europa prenda una decisione forte, una decisione chiara per ridurre il costo dell’energia. Bisogna, nei momenti di grande difficoltà avere il coraggio di decidere. Perché è il tema fondamentale” per l’economia reale del Continente.
“Quindi industria e agricoltura devono essere tutelate”. E questo, ha avvertito il leader di Foza Italia, “non ha nulla a che vedere con la lotta al cambiamento climatico: siamo in una situazione di emergenza e dobbiamo intervenire per permettere a chi intraprende, in un continente a vocazione industriale, di poterlo fare nel modo migliore possibile. Perché il rischio è che si rallenti la produzione industriale. Non possiamo certamente andare verso una decrescita, questo non lo possiamo assolutamente fare. E il tema fondamentale è quello dell’energia”.
A livello di governo “abbiamo anche lavorato perché gli autotrasportatori potessero avere dei benefici. Ieri sera il decreto legge è arrivato al Senato, perché non ci fossero anche aumenti provocati dai trasporti nei prezzi al consumo nei supermercati e nei mercati. Quindi, ripeto, questo è un tema fondamentale, sia per la produzione industriale sia per i cittadini”, ha concluso Tajani.
