Il Papa ha convocato un summit dei vescovi sulla famiglia
Città del Vaticano, 19 mar. (askanews) – Papa Leone ha convocato in Vaticano per il prossimo ottobre i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo per un “discernimento sinodale” sul tema della famiglia, “fondamento della società” che diventa “chiesa domestica” con il matrimonio.
“Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie – afferma il Pontefice nel Messaggio inviato in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione Apostolica Postsinodale “Amoris laetitia” di Francesco – ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali”.
Leone ricorda la “bellezza della vocazione al matrimonio” e chiede sostegno per le famiglie “in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea”. “Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni – dice – che, ancor più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo”.
Da qui l’annuncio di un summit il prossimo ottobre. Un incontro di questo tipo, seppure su un tema diverso, ha come precedente quello convocato da Francesco nel febbraio 2019, quando riunì in Vaticano i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo per un summit storico sulla protezione dei minori, focalizzato sulla lotta agli abusi sessuali nel clero.
Amoris laetitia, “La gioia dell’amore”, è la seconda esortazione apostolica di Papa Francesco, datata 19 marzo 2016 e resa pubblica l’8 aprile successivo. Il testo raccoglie le sintesi dei due sinodi sulla famiglia indetti da Bergoglio: quello straordinario del 2014, sul tema “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”; e quello ordinario del 2015 sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.
L’Esortazione ha suscitato numerosi dibattiti e critiche, anche all’interno della Chiesa, soprattutto sul tema della possibilità di ricevere la comunione da parte dei separati e poi risposati e nei divorziati civili. Un gruppo di 45 studiosi cattolici inviarono una lettera a tutti i cardinali nella quale si chiedeva che Papa Francesco ripudiasse un “numero di elementi che possono essere intesi in una maniera contraria alla fede ed alla morale cattolica”. Successivamente quattro cardinali (Raymond Burke, Carlo Caffarra, Walter Brandmüller, Joachim Meisner) hanno, sia formalmente che privatamente, chiesto a Francesco dei chiarimenti, sottoscrivendo cinque dubia (dubbi), con una risposta sì o no. Papa Francesco ha rifiutato di rispondere e i cardinali hanno aperto il confronto al pubblico. Le loro domande si sono focalizzate prevalentemente sul cap. 8 dell’esortazione apostolica, “dove vi sono delle circostanze con le quali divorziati e risposati civili possono ricevere la comunione, quando pure vi siano in vigore delle ‘norme assolutamente morali’ che proibiscono ai cattolici di compiere tali atti, e di come il Papa intenda gli insegnamenti della chiesa cattolica in coscienza di decisioni morali”.
Ora, dieci anni dopo quella discussa Esortazione, Prevost convoca i presidenti dei vescovi di tutto il mondo per discutere nuovamente del tema.
