Consiglio regionale: sull’accordo UV-FI, scintille tra Centoz e Testolin
Il consigliere del PD critica 21 mesi di immobilismo sui dossier più significativi; il presidente della Regione difende il percorso politico e di lavoro
Non se le mandano a dire il consigliere del gruppo PD Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz e il presidente della Regione Renzo Testolin.
Tema l’accordo UV Forza Italia, oggetto di una interpellanza illustrata da Centoz che ha chiesto di «capire meglio questo accordo, visto che da una parte si dice che è un accordo politico e non materia del Consiglio e dall’altro si dice che è un accordo tra governo nazionale e governo regionale».
Immobilismo sui dossier più significativi
Centoz ha riconosciuto il buon risultato sulla norma di attuazione sul Conservatoire ma ha criticato l’immobilismo sui dossier più significativi come il raddoppio del tunnel (nonostante la contrarietà esplicita della Francia), la modifica dello Statuto e la norma di attuazione sulle concessioni di derivazione d’acqua.
«Pensavamo che sulla modifica dello Statuto la situazione fosse favorevole, il Trentino sta procedendo spedito e la revisione è stata approvata in seconda lettura alla Camera dei deputati un mese fa. Noi invece, assistiamo a un tavolo fermo da 21 mesi. La percezione è che nulla si muova» ha detto Centoz, chiedendo al presidente della Regione quale sia la natura effettiva dell’accordo, chi sia attualmente il referente nazionale di Forza Italia e se si ritenga permangano le condizioni politiche hanno giustificato la sottoscrizione dell’accordo.
Testolin difende «un percorso di lavoro serio»
Il presidente della Regione Renzo Testolin
Il presidente della Regione Renzo Testolin ha risposto piccato, difendendo «un percorso di lavoro serio».
Rivolgendosi a Centoz, ha definito «il suo approccio stantio, visto che ogni 15 giorni, in modo quasi ossessivo, ripropone un refrain che fa emergere in modo triste un sentimento di livore per non poter partecipare attivamente ad alcuni processi».
Testolin ha ricordato «un confronto con interlocutori politici che ha portato risultati come nel caso della norma sul Conservatoire, un primo passo che sarà arricchito nei prossimi mesi. Le cose sembrano ferme fino a che non si sbloccano, ma non facciamo narrazioni dicendo che nulla si è mosso per 21 mesi. Siamo arrivati a una fase dove si inizia a costruire, nelle prossime settimane ne vedremo il risultato» ha concluso ribadendo la fiducia per la scelta della maggioranza e l’unità di intenti.
Per nulla soddisfatto il consigliere Centoz: «come sempre lei non ha risposto, come sempre attacca personalmente quando non riesce a rispondere nel merito del discorso. Mi spiace, bisognerebbe aprire un dialogo corretto. Gli atti parlano e in 21 mesi non si è manifestato nulla, ho riconosciuto il valore della norma sul Conservatoire ma ribadisco i miei dubbi sui dossier più significativi».
(c.t.)
