Rigotti: distinguere vini bassa gradazione naturale da dealcolati
Roma, 12 apr. (askanews) – Distinguere i vini dealcolati dai vini a bassa gradazione alcolica naturale e modificare il Testo Unico del Vino consentendo di utilizzare vitigni resistenti alle malattie per ottenere vini DOP, visto che l’Italia è attualmente l’unico paese in Europa a vietarne l’utilizzo.
Sono le richieste avanzata dal presidente del settore Vitivinicolo di Confcooperative, Luca Rigotti, che a margine oggi dell’inaugurazione del Vinitaly ha spiegato: “è oggi possibile riuscire a ridurre il grado alcolico in maniera naturale, partendo dal vigneto. Le corrette tecniche agronomiche e l’utilizzo dei giusti cloni consentono infatti di posticipare la maturazione dell’uva, contenendo così il contenuto in zucchero senza compromettere la maturazione aromatica dell’uva”. “In questa maniera – ha proseguito Rigotti – si ottengono con una gradazione totale sotto i nove gradi ma equilibrati sul fronte dell’armonia e dell’equilibrio gustativo”.
“Ecco perché come Confcooperative – ha continuato Rigotti – abbiamo proposto che nel Pacchetto vino venga prevista, in una logica di differenziazione dell’offerta, una pari nomenclatura per i vini a bassa gradazione alcolica naturale. Ciò per evitare che si ingeneri confusione tra vini a bassa gradazione alcolica naturale, dealcolati e bevande analcoliche a base di vino dealcolato, vanificando così gli obiettivi e gli sforzi dei produttori che intendono proporre sul mercato dei vini differenti dai vini dealcolati e che dovrebbero a ragione poter essere indicati con una propria definizione”.
L’attenzione di Millennial e GenZ per la sostenibilità orienta inoltre sempre di più le preferenze verso la carta dei vitigni resistenti alle malattie (Piwi), che consentono una notevole riduzione dei trattamenti fungicidi. Attualmente l’Italia è l’unico paese in Europa a non consentire l’utilizzo dei vitigni resistenti per l’ottenimento dei vini DOP. “Mentre in Francia denominazioni prestigiose come Champagne e Bordeaux li utilizzano – ha spiegato Rigotti – da noi in Italia il Testo unico del vino ne vieta l’utilizzo. Auspichiamo un adeguamento normativo che consenta anche in Italia di poter iniziare ad utilizzare anche vini derivanti da vitigni resistenti”.

