Trump: con l’Iran non c’è accordo sul vero nodo, il nucleare
Roma, 12 apr. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha rilanciato la linea dura contro l’Iran dopo i colloqui di Islamabad, accusando Teheran di non aver mantenuto la promessa di riaprire lo stretto di Hormuz e sostenendo che il vero nodo rimasto irrisolto nei negoziati è il nucleare.
In un lungo messaggio, Trump ha affermato che “l’Iran aveva promesso di aprire lo stretto di Hormuz e consapevolmente non lo ha fatto”, aggiungendo che questo ha provocato “ansia, dislocazione e sofferenza a molte persone e a molti Paesi in tutto il mondo”.
Il presidente americano ha sostenuto che Teheran afferma di aver collocato mine nelle acque dello stretto, “anche se tutta la loro Marina, e gran parte di coloro che posavano le mine, sono stati completamente distrutti”. E ha aggiunto: “Forse lo hanno fatto, ma quale armatore vorrebbe correre il rischio?”.
Trump ha parlato di “grande disonore e danno permanente alla reputazione dell’Iran e di ciò che resta dei suoi leader”, per poi affermare che a questo punto “siamo andati oltre tutto questo”. Ha quindi intimato a Teheran di avviare rapidamente la riapertura della via marittima: “Come avevano promesso, farebbero meglio a iniziare il processo per aprire questa via d’acqua internazionale, e in fretta”. Secondo il presidente Usa, “stanno violando ogni legge esistente”. Nel messaggio Trump ha anche riferito di essere stato pienamente aggiornato dal vicepresidente Usa JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner sull’incontro svoltosi a Islamabad “grazie alla gentile e molto competente leadership” del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. I due leader pakistani, ha scritto, sono “uomini davvero straordinari” e lo ringraziano continuamente per aver salvato “da 30 a 50 milioni di vite” in quella che sarebbe stata “una guerra orrenda con l’India”. “Apprezzo sempre sentirlo: la quantità di umanità di cui parlano è incomprensibile”, ha aggiunto.
Trump ha poi raccontato che l’incontro con l’Iran “è iniziato presto al mattino ed è andato avanti per tutta la notte”, durando “quasi 20 ore”. “Potrei entrare molto nei dettagli e parlare di molto di ciò che è stato ottenuto, ma c’è solo una cosa che conta: l’Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”, ha scritto.
Secondo il presidente americano, “per molti aspetti, i punti concordati sono migliori del proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla conclusione”, ma tutti questi punti “non contano nulla” rispetto al rischio di permettere che “il potere nucleare sia nelle mani di persone così volatili, difficili e imprevedibili”.
Trump ha inoltre osservato che i suoi tre rappresentanti, con il passare delle ore, sono diventati “molto amichevoli e rispettosi” nei confronti dei rappresentanti iraniani, cioè Mohammad Bagher Ghalibaf, Abbas Araghchi e Ali Bagheri. Ma, ha aggiunto, questo “non conta”, perché la parte iraniana è rimasta “molto inflessibile sulla questione di gran lunga più importante”.
Il presidente Usa ha infine ribadito quella che ha definito la sua posizione costante, “fin dall’inizio e da molti anni”: “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.

