Tech, Lucarelli: sull’AI la partita è sviluppare modelli ibridi
AskaNews
di admin Administrator  
il 21/04/2026

Tech, Lucarelli: sull’AI la partita è sviluppare modelli ibridi

Roma, 21 apr. (askanews) – “I 15,2 miliardi di ricavi e i 4 miliardi generati dall’AI fotografati dall’Italian Tech Landscape ci dicono che il tech Made in Italy è finalmente una realtà industriale”. Lo afferma, in una nota, Guido Lucarelli, imprenditore esperto nel settore tecnologico e attivo nel digital retail, sottolineando che “sono numeri che dovrebbero renderci orgogliosi, ma che a me, da imprenditore, impongono una domanda: questa volta sapremo tenere il passo?”.

Perché – spiega Lucarelli – “l’Italia ha precedenti che non possiamo ignorare. Nel 1965, con la Olivetti Programma 101, inventammo di fatto il primo personal computer della storia: 44mila esemplari venduti, il 90% negli Stati Uniti, persino la NASA lo usò per la missione Apollo 11. HP lo copiò al punto da doverci pagare le royalty. Ma quel vantaggio competitivo non fu trasformato in un’industria: l’opportunità di guidare la micro-informatica mondiale fu persa, e il decennio successivo fu di Apple, Commodore, IBM”.

Stessa storia – sottolinea l’imprenditore – “con la telefonia mobile. Siamo stati tra i Paesi con la più rapida adozione di massa del cellulare al mondo – nel 1999 le utenze mobili in Italia superarono quelle fisse prima che in quasi ogni altro Paese – e TIM è stato il primo operatore al mondo a lanciare la carta prepagata, un’innovazione commerciale che poi ha conquistato il pianeta. Eppure, di quell’enorme mercato di utilizzatori non è nato un solo produttore italiano di rilievo: la partita industriale è stata vinta da Nokia, Motorola, Apple, Samsung e oggi dai cinesi. Abbiamo adottato, non abbiamo governato”.

Con l’AI il rischio per Lucarelli è quello di “ripetere lo stesso errore in forma ancora più insidiosa. Quei 4 miliardi di ricavi sono in larghissima parte generati da applicazioni costruite sopra modelli di base stranieri – americani, e in misura crescente cinesi. Le realtà italiane che stanno lavorando sull’AI di base, sui motori, sulle architetture fondamentali, si contano sulle dita di una mano. Tutte le altre stanno costruendo case bellissime su terreni che non ci appartengono”.

La vera partita industriale, oggi – aggiunge Lucarelli -, non è scrivere l’ennesimo chatbot. È sviluppare modelli ibridi, che uniscano AI generativa e approccio neurosimbolico, costruiti su dati proprietari e capaci di garantire risposte corrette nel 100% dei casi. È questa l’AI Enterprise di cui le imprese e la Pubblica Amministrazione hanno bisogno, soprattutto nei contesti mission critical dove un tasso di errore del 12-35% – quello dei modelli generativi oggi in circolazione – è semplicemente inaccettabile. L’Italian Tech Landscape ci dice che il potenziale c’è. La domanda è se vogliamo limitarci a contarlo, o se vogliamo finalmente guidarlo”.

[Made in Italy è una realtà industriale|PN_20260421_00021|sp25||21/04/2026 11:24:24|Tech, Lucarelli: sull’AI la partita è sviluppare modelli ibridi|AI|Scienza e Tecnologia, Scienza e Innovazione]

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