Quartiere Cogne: un’unità di progetto per “riattivarlo” dal punto di vista produttivo e sociale e «cambiare paradigma»
La riunione della prima e della terza commissione
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 22/04/2026

Quartiere Cogne: un’unità di progetto per “riattivarlo” dal punto di vista produttivo e sociale e «cambiare paradigma»

Via libera da prima e terza commissione consiliare alla delibera che impegna la Giunta a tutta una serie di adempimenti per rilanciare l'attrattività del Quartiere Cogne. Si partirà con l'istituzione di un'unità di progetto che terrà in contro gli interessi dei vari attori al fine di dare un seguito concreto ai lavori del Pinqua

Creare un’unità di progetto, composta anche da Usl e Regione tra gli altri, per la “riattivazione produttiva” del Quartiere Cogne e far sì che alle tante innovazioni strutturali legate al PinQua si arrivi a una nuova attrattività anche sociale e commerciale della zona.

C’è tutto questo dentro la delibera di Giunta, approvata mercoledì mattina dalla riunione congiunta della prima e della terza commissione del comune di Aosta (ora è atteso il via libera del consiglio comunale della prossima settimana), che hanno dato l’ok con i voti a favore della maggioranza e le astensioni di Arianna Viglino (Renaissance), Refat Mehmeti (Forza Italia, ma con “apertura”) e Sonia Furci (gruppo misto di minoranza).

Quartiere Cogne: si cambia paradigma

L’idea alla base della delibera, presentata in aula dalla vice sindaca Valeria Fadda, è quella di cambiare finalmente paradigma per il Quartiere Cogne, impegnando la Giunta a dotarsi di un indirizzo politico, realizzare un’unità di progetto e pensare tutti i possibili interventi per riattivare dal punto di vista produttivo, commerciale e sociale la zona.

«La delibera si inserisce negli atti di questi mesi per portare avanti in modo responsabile le attività sul Quartiere Cogne» illustra la vice sindaca, facendo ovviamente riferimento ai maxi lavori di riqualificazione legati al PinQua.

«Non vogliamo posizioni precostituite, ma creare un confronto per dare una direzione chiara, sostenibile e concretamente attuabile – continua Valeria Fadda -. Il punto di partenza è ovviamente il PinQua con tutte le sue opere, che mirano a risolvere le criticità di luoghi urbani complessi e al superamento di assetti urbanistici non più adeguati».

Poi, si andrà oltre.

«La rigenerazione urbana è il passaggio successivo – spiega ancora -. Vogliamo incidere su qualità dell’abitare, relazioni sociali, opportunità economiche e identità del Quartiere».

Per questo motivo, al modello assistenziale, «per le esigenze immediate», dovrà aggiungersi un «cambio di paradigma per il Quartiere – rivela Fadda -. Bisogna arrivare a una riattivazione urbana, sociale ed economica, costruendo opportunità, attrattività e una nuova centralità urbana».

Ricordando come nel Quartiere siano già attive risorse importanti come Bocciofila, Associazione del Quartiere Cogne, Centro Anziani, Plus, Aosta Iacta Est e a breve verrà quasi sicuramente trasferito il Csv, la vice sindaca stila gli obiettivi per la Giunta.

Gli obiettivi sono:

1 – Riposizionamento del Quartiere Cogne e rilancio dell’area urbana, così da garantire nuova centralità, attrattività e superamento «dello stigma attuale».

2 – Trasformazione di luoghi simbolici, come l’ex lavatorio e i locali di Place Soldats de la neige, arrivando a creare «non solo luoghi di presidio, ma spazi innovativi realmente utilizzati».

3 – Lavoro e competenze. «Bisogna trasformare gli interventi operativi in occasioni di formazione e crescita, con attenzione ai giovani e a percorsi di autonomia. Servono spazi che possano dare lavoro e crescita integrata».

4 – Politiche giovanili «come leva di trasformazione; i giovani devono essere al centro del processo».

5 – Scuola aperta. «Pensiamo a un lavoro per costruire un presidio innovativo, non limitato alla funzione didattica, ma attraente per tutta la città». E in questo, come rivela ancora Valeria Fadda, «ci sono già un percorso condiviso con la dirigente scolastica e un percorso sportivo per il venerdì pomeriggio con Plus».

6 – Co-progettazione «per attivare strumenti strutturati, con interventi che superino la logica esistente».

7 – Interventi su videosorveglianza, illuminazione e riqualificazione. «Con la Questura abbiamo già effettuato dei sopralluoghi per valutare le zone in cui intervenire» rivela ancora la vice sindaca.

8 – Gestione della sosta, così da definire le modalità di utilizzo dell’autorimessa di via Liconi.

9 – Utilizzo dei locali sfitti per l’insediamento di startup, aziende artigiane, attività giovanili e attività artistiche.

Quartiere Cogne: gli impegni

Insomma, per la vice sindaca gli interventi sono tanti e complessi, ma «diciamo basta agli interventi a pioggia, ci vuole una progettualità – sottolinea -. Al momento non abbiamo ancora operatività precise, ma saranno poi definite dalla Giunta in base al bilancio e alla possibilità di movimento».

Insomma, per arrivare alle cose concrete, ci vorrà l’aggiornamento del Dup.

«Innanzitutto ci vuole un modello governativo preciso – aggiunge Fadda -, che pensi alle varie realtà non per compartimenti stagni. L’unità di progetto farà da regia, tenendo insieme lavori pubblici, politiche sociali e giovanili».

Altro impegno sarà l’attivazione di spazi «secondo criteri chiari di selezione», pensando anche a «strumenti amministrativi che consentano l’assegnazione delle aree, ad esempio, alle startup».

Inoltre, ci vorrà un impegno con il sistema educativo, per pensare a eventuali attività di doposcuola e non solo.

«Il Quartiere è da sempre attenzionato da un punto di vista non corretto – chiosa la vice sindaca -. Dopo gli interventi strutturali ci vuole il salto di paradigma».

Quartiere Cogne, il dibattito

Articolato il dibattito.

Sonia Furci chiede la possibilità di istituire i Vigili di Quartiere.

Katya Foletto, invece, definisce la delibera «carente», intanto di riferimenti «all’intercultura», poi alla «popolazione non giovanile, visto che quella anziana può essere riattivata in molti modi» spiega la consigliera di Avs, che inoltre chiede modalità trasparenti per l’assegnazione e la gestione degli spazi.

«Servono poi riferimenti al portierato sociale, ma anche ai settori produttivi, perché se diventano tutti bar e ristoranti non va bene – aggiunge Foletto -. Sarebbe poi anche bene creare un mercato fisso. Ok l’urban manager, ma non fossilizziamoci troppo su quanto dicono i residenti, perché la popolazione in gran parte è Over 65 e possiamo immaginare a cosa tenda; serve un indirizzo politico».

Arianna Viglino vede «un tessuto sociale in difficoltà, con famiglie e ragazzi che faticano persino ad andare a scuola la mattina».

Refat Mehmeti, infine, anticipa la possibilità di un voto favorevole in consiglio, ma chiede lumi sulla «riqualificazione della bocciofila».

La replica

La replica è ancora affidata alla vice sindaca.

«Stiamo valutando la figura dei Vigili di Quartiere – ammette -, anche se la Polizia locale dice che non è stata così utile in passato. Valutiamo anche l’idea di un portierato sociale».

Dopo una frecciatina a Katya Foletto («dispiace sia arrivata tardi, tante cose sono già state dette»), la vice sindaca va oltre.

«La delibera è un indirizzo politico, non vogliamo aspetti troppo dettagliati per evitare una sovrapproduzione di idee – aggiunge Fadda -. L’Urban manager dovrà confrontarsi con popolazione, enti pubblici e terzo settore per valutare poi tutto. L’obiettivo non è calare le cose dall’alto, ma far assorbire gli interventi dal Quartiere».

Poi, la conferma del fatto che la riqualificazione della bocciofila è «inserita nel Dup», nonché la definizione di tempistiche.

«Tra giugno e luglio approveremo gli equilibri di bilancio, poi attiveremo l’unità di progetto che coinvolgerà anche Usl e uffici regionali – conclude -. L’assistenza alle famiglie? È complesso, ma partendo da Plus speriamo di creare un circolo virtuoso».

Una chiosa da parte dell’assessore alle Politiche sociali, Marco Gheller.

«Il trasferimento del Csv è un valore aggiunto e va fatto con senno, non con fretta – dichiara -. A oggi non è corretto dare una data. Diverse associazioni, comunque, si stanno avvicinando al Quartiere ed è positivo ricevere tanto interesse: crediamo molto nel Quartiere Cogne, che è sempre stato definito come “nero”, ma ha da sempre un mondo associativo molto importante».

(alessandro bianchet)

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