Ambiente, Capaccioli: serve contributo pubblico alla transizione
Roma, 24 apr. (askanews) – La transizione verso edifici più efficienti e sostenibili non può essere raccontata soltanto come un costo per cittadini e famiglie, ma deve essere letta come un investimento sul valore della casa, sulla riduzione dei consumi e sulla qualità dell’abitare. È il messaggio portato questa mattina sulla tramissione di Rai3 ReStart, dal presidente di GBC Italia, Capaccioli, intervenuto nel dibattito sulle case green, anche alla luce del percorso indicato dalla direttiva europea EPBD IV.
“Pensare a un percorso di transizione verso una casa green a totale scapito del portafoglio degli italiani non è possibile. Su questo vorrei essere estremamente chiaro”, ha detto Capaccioli. “Abbiamo un obbligo anche rispetto alla direttiva EPBD IV, alla direttiva case green, che imporrà un percorso importante. Ci dovrà essere un contributo pubblico, che arrivi dall’Europa o dalle disponibilità del nostro Paese, ma non potrà essere tutto a carico degli italiani”, ha aggiunto.
Il presidente di GBC Italia ha sottolineato come l’efficientamento degli immobili comporti certamente un investimento iniziale rilevante, ma anche ritorni concreti nel tempo. “Un investimento fatto oggi, che abbiamo stimato tra i 40 e i 50 mila euro, potrà avere un recupero nell’arco di 8-10 anni, non solo per il risparmio sulle bollette, ma anche perché lo stesso appartamento acquisirà un valore che oggi evidentemente non ha e che rischia di perdere se questo percorso non viene affrontato”, ha spiegato.
Nel suo intervento, Capaccioli ha evidenziato anche il patrimonio di competenze già presente nel Paese. “L’Italia è l’unico Paese europeo nella lista dei dieci Paesi al mondo che hanno investito in materia di case sostenibili. È un primato che racconta anche il saper fare del Made in Italy. Quando diciamo che non dobbiamo imparare nulla da nessuno, diciamo una cosa vera, perché abbiamo capacità e conoscenze che sappiamo mettere a terra”.
La sfida, tuttavia, non riguarda solo il singolo appartamento, ma il modo stesso in cui si progettano e si vivono città e territori. “Investire sulla propria casa significa investire sul nostro bene primario, sull’asset su cui tanti italiani hanno deciso di investire”, ha aggiunto il presidente.
“Ma parlare di transizione pensando solo all’edificio o all’appartamento è riduttivo. Oggi dobbiamo parlare di smart city, di città in cui tutto funziona con una logica orientata al contenimento dell’utilizzo dell’energia e anche delle altre risorse”. In un contesto segnato dall’aumento dei costi dei materiali e dalle difficoltà che interessano cantieri pubblici e privati, l’Associaizone richiama quindi l’esigenza di un quadro stabile, capace di accompagnare famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni in una trasformazione che non può essere lasciata alla sola iniziativa individuale.
