Arte, al Maxxi L’Aquila ‘Ai Weiwei: Aftershock’, a cura di Tim Marlow
Roma, 28 apr. (askanews) – Da domani (29 aprile) fino al 6 settembre, la sede aquilana del Museo nazionale delle Arti del XXI secolo ospita Ai Weiwei: Aftershock a cura di Tim Marlow, direttore e amministratore delegato del Design Museum di Londra, realizzata con il sostegno del Comune dell’Aquila. La mostra, interamente dedicata all’artista, architetto e attivista cinese, fra i massimi protagonisti del contemporaneo a livello internazionale, è un omaggio al capoluogo abruzzese e alla sua storia recente, presentata proprio nell’anno in cui è Capitale italiana della Cultura.
“Ai Weiwei: Aftershock” si articola come un dialogo culturale tra l’artista e Palazzo Ardinghelli, sede barocca del museo, fra gli esempi più apprezzati di recupero e riconversione successiva al sisma aquilano del 2009. Al centro del progetto espositivo si colloca una serie di potenti opere nate in seguito al terremoto del Sichuan del 2008 e dedicate alla memoria della perdita. Tra queste Straight, una scultura cardine nell’intera produzione artistica di Ai Weiwei, presentata all’Aquila per la prima volta in tre diversi spazi. Qui, come nel resto della mostra, l’impatto duraturo delle catastrofi naturali e dei conflitti generati dall’uomo, insieme a temi come corruzione e tragedia, è affrontato in relazione alla forza della resilienza umana e alla potenza dello sforzo creativo.
Il percorso espositivo riunisce circa settanta opere, alcune delle quali inedite, che attraversano l’intera carriera dell’artista: installazioni, video, fotografie, sculture concepite come dipinti, oltre a reinterpretazioni di soggetti iconici di autori come Munch, Van Gogh ed Ed Ruscha, rielaborati con i mattoncini giocattolo usati dai bambini per dare forma a costruzioni fantasiose e complesse. Attraverso l’impiego di materiali eterogenei – dall’acciaio recuperato alle macerie, dalla porcellana al marmo, fino agli oggetti della quotidianità – e la pratica dei processi creativi più vari – dalle lavorazioni tradizionali, agli intagli preziosi fino all’assemblaggio di costruzioni – l’artista costruisce un linguaggio che altera i comuni sistemi di valore. Sperimenta, connette, colleziona, ricicla e inventa senza mai ridursi a un esercizio puramente formale. La sua opera, attraverso la varietà e la sovversione dei valori abituali, invita a guardare il mondo da prospettive diverse e, pur nascendo dalle esperienze vissute dall’artista, diventa paradigma universale.
Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI, ha dichiarato: “La mostra segna un momento fondamentale per la storia del museo alla vigilia del quinto anniversario dell’apertura. Come evidenzia il titolo della mostra, le opere di Ai Weiwei attivano una riflessione sulla realtà contemporanea: in un periodo in cui è l’essere umano a causare conflitti, corruzione e disastri naturali, i lavori dell’artista sono “scosse di assestamento” che scuotono le coscienze sollevando delle domande sempre attuali”.
Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila ha aggiunto: “Accogliere Aftershock di Ai Weiwei nell’anno in cui siamo Capitale italiana della Cultura assume un significato particolarmente profondo: la sua opera, segnata dall’esperienza del terremoto del Sichuan, dialoga in modo autentico con la storia recente della nostra città, trasformando il dolore in memoria e responsabilità. L’opera di Ai Weiwei, capace di attraversare linguaggi e discipline, ci richiama con forza al ruolo dell’arte come strumento di verità, memoria e impegno civile, in difesa dei diritti umani e della libertà di espressione. L’Aquila ha scelto di ripartire dalla cultura dopo il sisma del 2009. Mostre come questa rafforzano la nostra vocazione al dialogo internazionale e lasciano un messaggio importante, soprattutto ai giovani: dalle ferite può nascere una nuova consapevolezza e un futuro più giusto e condiviso. Ringrazio il Maxxi per il lavoro di grande valore che ha reso possibile questa mostra, offrendo all’Aquila un appuntamento culturale di rilievo internazionale”. Tim Marlow, curatore della mostra: “Tutta l’opera di Ai Weiwei ci invita a guardare il mondo in modi diversi, attraverso oggetti e materiali differenti. Anche se affonda le sue radici nell’esperienza personale dell’artista, ha una risonanza universale: l’incessante lotta di Ai Weiwei per il diritto degli individui di esprimersi liberamente e di non essere soggetti ai dettami illegali dei regimi autoritari scaturisce dalle difficoltà affrontate da lui stesso, nonché dalla sua costante preoccupazione per coloro che non hanno il potere di opporre resistenza”.
Martedì 28 aprile alle ore 17, al Maxxi L’Aquila Ai Weiwei dialogherà con il curatore Tim Marlow sui temi della mostra.
