Auto, Clepa: soglia 70% componenti Ue critica, 350mila posti a rischio
Milano, 28 apr. (askanews) – Mantenere una soglia minima del 70% di contenuto europeo per definire i veicoli Made in Europe e salvaguardare fino a 350mila posti di lavoro nella filiera automotive. È la richiesta di Clepa, l’associazione europea dei fornitori auto, nel position paper sull’Industrial Accelerator Act, il nuovo quadro Ue per rafforzare la competitività industriale europea.
Secondo Clepa, la creazione di valore dell’auto europea è a rischio per condizioni competitive squilibrate e per un gap strutturale di competitività stimato tra il 15% e il 35%. In assenza di interventi, l’Europa potrebbe perdere fino al 23% del valore generato per veicolo nei prossimi cinque anni, con fino a 350mila posti di lavoro a rischio nel breve periodo lungo la catena dei fornitori. Questo dopo i 100mila persi nel 2024-2025 e con sondaggi che indicano che circa metà dei fornitori prevede riduzione di capacità produttiva nei prossimi anni.
Il nodo centrale è la definizione di “veicolo europeo”. Per Clepa l’attuale soglia del 70% di contenuto Ue deve restare invariata perché consente di ancorare in Europa tecnologie, componenti e capacità produttiva, in particolare per i veicoli elettrici. Un abbassamento della soglia, avverte l’associazione, ridurrebbe l’efficacia degli incentivi alla localizzazione produttiva, indebolendo investimenti e occupazione.
Clepa chiede anche requisiti specifici per le tecnologie critiche, con una soglia graduale a partire dal 50%, e regole coerenti tra appalti pubblici, incentivi, flotte aziendali e super-crediti, per evitare complessità e incertezza per costruttori e fornitori.
Nel documento viene segnalato anche il rischio di aggiramento attraverso Paesi terzi. L’associazione chiede un approccio più mirato, basato su criteri di reciprocità, allineamento regolatorio e concorrenza equa. Efta e Regno Unito dovrebbero essere inclusi nella definizione, alla luce della forte integrazione delle catene di fornitura.
Altro punto riguarda la clausola sui differenziali di prezzo. Il testo attuale prevede deroghe ai requisiti di origine Ue se il rispetto delle regole comporta costi superiori del 25-30% rispetto a offerte alternative. Per Clepa la soglia dovrebbe salire al 35%, perché alcuni veicoli concorrenti, in particolare cinesi, possono risultare oltre il 30% più economici delle alternative europee.
L’associazione chiede inoltre di abbassare da 100 a 30 milioni di euro la soglia minima degli investimenti diretti esteri rilevanti nella filiera di batterie e veicoli elettrici, per riflettere meglio la struttura dei fornitori, dove anche progetti più piccoli possono avere valore strategico.
Per Clepa, l’Industrial Accelerator Act è un passo importante ma “non una soluzione unica”: oggi le misure coprirebbero solo il 20-30% del mercato. Da qui la richiesta di estendere i super-crediti a tutti i veicoli elettrici made in Europe e di mantenere un perimetro che includa sia bev sia plug-in hybrid.
