Cgil: in Emilia-Romagna infortuni sul lavoro crescono il triplo
Bologna, 28 apr. (askanews) – Quasi 12mila denunce di infortunio nei primi due mesi del 2026, 798 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: in Emilia-Romagna la crescita è del 7,2%, quasi il triplo della media nazionale che si ferma al +2,6%. Sei i morti sul lavoro nel bimestre, 1.395 le denunce di malattie professionali (+3,2%). “Siamo di fronte a un’anomalia regionale inaccettabile”, denuncia Daniele Dieci della segreteria della Cgil Emilia-Romagna.
“Mentre a livello nazionale l’aumento appare contenuto – prosegue Dieci -, nel nostro territorio l’incidenza degli infortuni corre a una velocità tripla. Questo divario dimostra che il sistema di prevenzione locale sta subendo una pressione insostenibile e che il modello produttivo regionale sta scaricando sui lavoratori il costo della competitività”.
Il sindacato chiede un piano straordinario di controlli ispettivi, lo stop alla logica del massimo ribasso negli appalti e maggiori investimenti in tecnologia e formazione. “La sicurezza deve tornare a essere la priorità assoluta dell’agenda politica e industriale della nostra regione”, conclude la Cgil.
