Ritrovata dopo 50 anni la “Tebaide” di Beato Angelico: va all’asta
AskaNews
di admin Administrator  
il 07/05/2026

Ritrovata dopo 50 anni la “Tebaide” di Beato Angelico: va all’asta

Milano, 7 mag. (askanews) – La “Tebaide” di Beato Angelico riemerge dopo circa cinquant’anni di assenza dal mercato e sarà battuta da Pandolfini il 20 maggio a Firenze, nella prossima asta di dipinti antichi. L’opera, alienata nel 1970 e poi uscita dalla circolazione, era rimasta nota agli studiosi attraverso fotografie in bianco e nero e una discussione critica che ne ha sostenuto l’autografia.

Il dipinto torna all’attenzione pubblica con una vicenda attributiva di rilievo. La sua identità si ricostruisce attraverso il confronto con la “Tebaide” conservata allo Szepmuveszeti Muzeum di Budapest e con quella del Museo di San Marco, già agli Uffizi, esposta di recente nella mostra dedicata a Beato Angelico tra Palazzo Strozzi e San Marco. Le opere sono considerate versioni identiche e autografe di un soggetto raro, legato alla vita degli eremiti nel deserto di Tebe.

L’immagine rimanda alle “Vitae Patrum”, testo che alimentò tra Trecento e Quattrocento una specifica fortuna iconografica attorno alla vita ascetica nel deserto. La presenza di due versioni uguali non contrasta con il modo di lavorare del primo Quattrocento. Lo storico dell’arte Miklos Boskovits ha osservato che “non esisteva il concetto di originalità artistica e la pratica delle copie era del tutto comune”. La corrispondenza quasi perfetta tra le composizioni fa pensare all’uso dello stesso disegno preparatorio e a una possibile destinazione analoga.

Più incerta resta la destinazione originaria: una prima ipotesi guarda all’ambiente vallombrosano. Il collegamento nasce dalla provenienza Bartolini Salimbeni, famiglia che possedeva una cappella in Santa Trinita, chiesa fiorentina dei vallombrosani, e dal fatto che il fratello di Hugford era monaco dello stesso ordine. Una lettura più recente sposta invece l’attenzione verso il contesto camaldolese, richiamando Ambrogio Traversari, che nel 1423 completò la prima parte della traduzione dal greco delle opere da lui indicate come “Vitae Patrum”.

La provenienza documentata colloca il dipinto nella collezione Bartolini Salimbeni a Firenze. Il 20 novembre 1970 l’opera fu alienata dal Palazzo Internazionale delle Aste ed Esposizioni, sempre a Firenze, come lotto 113. In seguito entrò in una collezione privata e da quel momento scomparve dalla visione diretta, pur restando presente negli studi.

La vendita da Pandolfini riapre così una vicenda rimasta sospesa per mezzo secolo. Fondata a Firenze nel 1924 e presente anche a Milano e Roma, la casa d’aste porterà all’incanto un’opera che interessa il mercato, ma soprattutto la storia dell’arte, perché permette di tornare su un dipinto conosciuto a lungo più attraverso immagini, confronti e bibliografia che attraverso l’esame diretto.

[La preziosa opera sarà battuta da Pandolfini il 20 maggio a Firenze|PN_20260507_00125|in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260507_172029_A8E2F0A9.jpg |07/05/2026 17:20:39|Ritrovata dopo 50 anni la “Tebaide” di Beato Angelico: va all’asta|Arte|Cronaca]