Festival delle Nazioni: la Mitteleuropa in Umbria, da Bach a Weill
AskaNews
di admin Administrator  
il 08/05/2026

Festival delle Nazioni: la Mitteleuropa in Umbria, da Bach a Weill

Roma, 8 mag. (askanews) – Dalle corti prussiane all’avanguardia europea, attraversando tre secoli di musica, arte e pensiero: sarà la Germania, con i Paesi di lingua germanica, la protagonista della 59ª edizione del Festival delle Nazioni, in programma dal 27 agosto all’11 settembre 2026 tra Città di Castello e numerosi centri dell’Alta Valle del Tevere umbro – toscana. Un viaggio musicale e culturale che si muove tra Berlino, Vienna, Potsdam, Monaco di Baviera e Salisburgo, trasformando per oltre due settimane l’Umbria in una vera e propria ‘capitale mitteleuropea’, dove il dialogo tra tradizione e contemporaneità diventa il filo conduttore di un cartellone diffuso tra teatri, chiese, musei e luoghi simbolo del territorio.

Alla conferenza stampa di presentazione, a Perugia, erano presenti Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria; Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria; Michela Botteghi, assessore alla Cultura del Comune di Città di Castello e, per il Festival delle Nazioni, la presidente Silvia Polidori e il direttore artistico Massimo Mercelli.

Ad aprire il Festival, giovedì 27 agosto al Teatro degli Illuminati, sarà il pianista Ramin Bahrami, protagonista di un programma che proporrà musiche di Bach, Schumann, Mozart e Beethoven, con la celebre Sonata ‘Al chiaro di luna’. Bahrami sarà anche artista in residenza e figura centrale dell’edizione, coinvolto in altri due momenti chiave: il concerto ‘Metti una sera a Sanssouci – Tra Federico il Grande di Prussia e la famiglia Bach’, in programma martedì 8 settembre a Sansepolcro, che rievoca lo storico incontro del 1747 tra Federico II di Prussia e Bach da cui nacque Das Musikalische Opfer, e lo spettacolo in prima assoluta ‘Bach Dance Concert’, che chiuderà il Festival venerdì 11 settembre, un dialogo tra musica e danza contemporanea con la Compagnia Nazionale Zappalà Danza.

Il progetto artistico, firmato dal direttore Massimo Mercelli, costruisce un percorso che parte dalle corti illuminate del Settecento, dove operava Carl Philipp Emanuel Bach, e si sviluppa attraverso le grandi capitali musicali europee, raccontando l’evoluzione del linguaggio sonoro fino al Novecento e oltre.

Figura cardine dell’intero Festival sarà Johann Sebastian Bach, presenza trasversale in numerosi concerti, accanto a compositori come Franz Schubert, Johannes Brahms, Gustav Mahler e Arnold Schönberg, fino ad arrivare al Novecento di Kurt Weill, protagonista di una serata dedicata, martedì primo settembre, con il concerto ‘Alla ricerca di Youkali’, viaggio tra teatro musicale, canzone e impegno civile legato anche al tema dell’arte degenerata.

Tra gli appuntamenti più attesi, il Trio d’archi di Salisburgo (sabato 29 agosto) con le Variazioni Goldberg nella trascrizione di Dmitry Sitkovetsky, e il pianista Tamás Érdi, protagonista domenica 30 agosto con musiche di Haydn, Mozart, Schubert e Beethoven. Lunedì 31 agosto sarà la volta della Wiener Kammersymphonie, con un repertorio che unisce Erich Wolfgang Korngold, Kurt Weill e Antonín Dvorák. Spazio anche alla musica contemporanea e alle nuove commissioni, elemento distintivo dell’edizione 2026. In programma, musiche in prima assoluta di Giovanni Falascone e Floriana Provenzano, ispirate all’arte di Nuvolo, di cui nel 2026 ricorre il centenario della nascita. Le esecuzioni saranno affidate all’Ensemble Suono Giallo nell’ambito del progetto ‘RisuonArte’, ospitato presso la Fondazione Burri, la Pinacoteca Comunale, il Museo Diocesano e il Complesso di San Domenico.

Un tributo particolarmente significativo sarà dedicato alla memoria del professore Venanzio Nocchi: in suo ricordo è stata istituita una specifica commissione per la produzione musicale, affidata quest’anno alla compositrice Floriana Provenzano, la cui opera sarà eseguita in prima assoluta nell’ambito del progetto.

Il Festival si svilupperà in modo diffuso su tutto il territorio: il Rapsodia Saxophone Quartet sarà a Lisciano Niccone giovedì 3 settembre, seguito dal Trio Chimera a San Giustino. Venerdì 4 settembre spazio a ‘Tra salotti e teatri viennesi’ a Monte Santa Maria Tiberina e allo spettacolo ‘Sorella Acqua’ a Montone, dedicato all’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, con un repertorio che attraversa musiche di Bach, Glass, Richter ed Einaudi. Sabato 5 settembre sarà protagonista la Filarmonica Giacomo Puccini, mentre in serata il concerto ‘Brassissimo’ porterà in scena il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique con un programma che spazia da Mozart a Leonard Bernstein e Duke Ellington.

Domenica 6 settembre riflettori su Sergey Malov e Aina Kalnciema a Città di Castello, mentre lunedì 7 settembre il Quartetto di Venezia sarà a Umbertide con un programma interamente dedicato a Beethoven, anticipando anche il percorso verso le celebrazioni del 2027.

Spazio al repertorio cameristico, con un programma affidato a Luigi Piovano (1 settembre a Citerna), incentrato sulla forma della suite e sviluppato in un dialogo tra linguaggio barocco e scrittura contemporanea.

Tra i protagonisti anche il Trio Yablonsky, atteso mercoledì 9 settembre con un programma che attraversa il repertorio dal classicismo al primo Novecento e che include una prima esecuzione assoluta di Baruch Berliner.

Il giorno successivo, giovedì 10 settembre, il giovane violinista Lodovico Parravicini, vincitore del Premio Franco Gulli 2026, sarà protagonista del concerto pomeridiano, mentre in serata l’organista Robert Lehrbaumer guiderà il pubblico in un viaggio attraverso la musica europea dal Rinascimento al Novecento.

Accanto ai grandi interpreti, il Festival conferma una forte attenzione ai giovani con il Concorso nazionale Alberto Burri (27-28 agosto), dedicato alle formazioni cameristiche under 35, e con i progetti didattici ‘Itinerari musicali’ e ‘Maestri e Allievi’, che coinvolgono studenti, scuole e istituzioni musicali del territorio in un percorso di formazione, produzione e crescita.

Un cartellone che unisce repertorio e contemporaneità, grandi nomi e nuove generazioni, e che racconta la Germania non solo come tradizione musicale, ma come laboratorio culturale europeo capace di influenzare profondamente la storia artistica e il pensiero moderno. Un Festival che non guarda soltanto al passato, ma lo rilancia nel presente e nel futuro, trasformando la musica in uno spazio di libertà, confronto e visione. (www.festivalnazioni.com).

[Dal 27 agosto all’11 settembre a Città di Castello la 59esima edizione|PN_20260508_00072|gn00 in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260508_134401_A79F2C2B.jpg |08/05/2026 13:44:10|Festival delle Nazioni: la Mitteleuropa in Umbria, da Bach a Weill|Cultura|Cultura]