Adu torna a chiedere a gran voce: «Testolin, dimettiti»
Denuncia il movimento Ambiente diritti uguaglianza «la Valle d'Aosta è ostaggio di un presidente che, dichiarato decaduto dal Tribunale, ha scelto di fare ricorso»
Adu torna a chiedere a gran voce: «Testolin, dimettiti».
Denuncia il movimento Ambiente diritti uguaglianza «la Valle d’Aosta è ostaggio di un presidente che, dichiarato decaduto dal Tribunale, ha scelto di fare ricorso e, grazie alla sospensiva, torna al suo posto come se niente fosse».
La legge è chiara
«Chiariamo i fatti, perché qui qualcuno continua a confonderli – puntualizza Adu in una nota -. Il Tribunale ha stabilito una cosa precisa: Testolin aveva già ricoperto incarichi in Giunta — prima come assessore, poi come presidente — per tre legislature consecutive. La legge regionale valdostana dice che al terzo mandato si chiude. Punto. Non è un capriccio dei giudici. È la norma che la Valle d’Aosta si è data per garantire il ricambio democratico».
Diritto al ricorso sì
Per il movimento civico «fare ricorso è un diritto. Nessuno lo nega. Restare incollato alla poltrona mentre la Regione si blocca, trasformando un problema giuridico personale in un danno collettivo per 120 mila persone, invece, è una scelta politica. Ed è una scelta sbagliata e arrogante. Cosa succederà mentre aspettiamo il 28 settembre? Tutto torna come prima, dicono più o meno spavaldamente. Come no? Bandi, assunzioni, destinazione di fondi, 260 milioni di avanzo da destinare, tutto normale per una giunta con una tale spada di Damocle sulla testa? Si devono decidere, tanto per dire, i vertici di Cva e del Casinò — due partite da centinaia di milioni — con un governo menomato nella sua autorità politica».
Il ricorso
«52 pagine fitte di tecnicismi in cui la difesa sostiene, tra l’altro, che la legge valdostana sui mandati sarebbe incostituzionale — salvo poi dire di non volerlo sostenere esplicitamente. Come nota l’opposizione tutta — da AVS a FdI, dal PD alla Lega — l’incostituzionalità ”è uscita dalla porta ed è rientrata dalla finestra”. Una presa in giro. La difesa si affida a costituzionalisti, a 52 pagine di sofismi, alla “specialità” dell’ordinamento valdostano usata come grimaldello per svuotare una norma che la Valle si è data liberamente. Questa non è autonomia. È arroganza».
Elezioni subito
«Un presidente vero si sarebbe dimesso il giorno dopo la sentenza – affonda Adu – . Non per obbligo giuridico. Per senso delle istituzioni. Per rispetto verso le valdostane e i valdostani. Fare ricorso mentre blocchi tutto è la mossa di chi pensa che le regole valgano per gli altri. La Valle ha bisogno di persone che si mettano a servizio della comunità, non il contrario. Noi diciamo basta. Basta ricorsi usati come paravento. Basta alibi istituzionali. Basta prendere in giro i cittadini.L’autonomia è del popolo valdostano, non di chi la occupa. La democrazia non va in prorogatio. Chiediamo elezioni subito».
(re.aostanews.it)
