Giustizia tributaria in Valle d’Aosta: nel 2025, giudizi per 17 milioni e mezzo di euro
La Corte di primo grado si è occupata di 104 giudizi mentre la Corte di secondo grado ne ha avuti in carico 36
Giustizia tributaria in Valle d’Aosta: nel 2025, giudizi per 17 milioni e mezzo di euro.
Sono stati 104 i giudizi di primo grado e 36 quelli di secondo grado in materia di giustizia tributaria dei quali si sono occupati la Corte di primo grado e la Corte di secondo grado di Aosta nell’anno 2025.
Se i numeri sono contenuti, è particolarmente significativa la consistenza economica dei giudizi: 17 milioni e mezzo di euro, con un valore medio dei singoli giudizi di 94 mila euro per il primo grado e di 212 mila euro per il secondo grado.
Lo ha riferito il presidente della Corte di Giustizia tributaria di secondo grado della Valle d’Aosta Diego Spampinato oggi, al salone Viglino di palazzo regionale, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2026.
A livello nazionale, il sistema della Giustizia tributaria evidenzia, nel 2025, un valore complessivo delle controversie definite di oltre 24 milioni di euro, con un valore medio di ciascuna controversia che sfiora 108 mila euro.
Nessun accorpamento con le Corti del Piemonte (per ora)
Il presidente Spampinato ha anche annunciato il tramonto dell’ipotizzato accorpamento della Corte di Giustizia tributaria di primo grado di Aosta con le Corti del Piemonte; «vedremo cosa succederà nel 2028, data che il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo ha indicato come possibile per la riorganizzazione della geografia delle Corti» ha precisato il presidente Spampinato.
Magistratura tributaria professionale
Il presidente ha anche parlato di come gli organi di giustizia tributaria si siano trasformati, superando la natura onoraria dei componenti delle Commissioni tributarie, in favore di una natura professionale, con accesso alla carriera tramite concorso, una Magistratura tributaria professionale quindi.
Dopo il primo concorso per l’accesso alla Magistratura tributaria, sono stati nominati 173 vincitori che si preparano al tirocinio.
La previsione è di bandire un secondo concorso nel 2026 e raggiungere, entro il 2029, 576 unità di personale di magistratura professionalizzato che, insieme ai giudici tributari già in servizio, costituirà l’organico della giurisdizione tributaria.
Sede valdostana d’eccellenza
La rappresentante del Consiglio nazionale di presidenza delle Corti di giustizia tributaria Luciana Cunicella ha rilevato «le piccole dimensioni e il contenzioso contenuto della Corte di giustizia tributaria di Aosta, sottolineando l’efficienza temporale dei giudizi.
171 giorni per il primo grado contro 359 di media nazionale e 217 per il secondo grado rispetto alla media nazionale di 792 giorni, meno di un terzo».
Cunicella ha parlato di «professionalità e trasparenza e di un significativo investimento nella formazione dei magistrati e dei giudici tributari» e di «una sede d’eccellenza che non è un caso ma il frutto di una scelta organizzativa efficiente».
Giustizia tributaria moderna e credibile
«Il 2026 sarà l’anno del consolidamento – ha concluso la dottoressa Cunicella -. L’obiettivo resta una giustizia tributaria moderna e credibile, non vista come un ostacolo o un costo ma come garanzia, come investimento per il corretto funzionamento del sistema, all’insegna dell’equità e della trasparenza».
Il presidente Spampinato ha anche parlato del processo tributario telematico e delle udienze a distanza.
Ad Aosta , ad esempio, alla Corte di Secondo grado, per le udienze a distanza, lavora il dottor Calogero Commandatore, in servizio a Catania.
L’intelligenza artificiale
La riflessione del presidente Spampinato si è estesa anche all’intelligenza artificiale nei giudizi tributari.
Si esclude l’utilizzo di sistemi di giustizia predittiva, con algoritmi capaci di prevedere l’esito di un giudizio, ma bisogna tenere conto della necessità di giudizi più rapidi come richiesto dal sistema economico.
Proprio per il peso che la quantità di giudizi di ridotta incidenza economica ha, si potrebbe pensare, in futuro, che proprio le cause di ridotto valore economico possano essere decise sulla base di un sistema di intelligenza artificiale, rinviando l’intervento umano per un eventuale appello.
«Quando il sistema economico farà pressione per una risoluzione più veloce, penso che sarà facile ritenere socialmente accettabile il ricorso all’intelligenza artificiale» ha concluso il presidente Spampinato.
(cinzia timpano)
