Londra, crisi del Labour: lascia il ministro della Salute. Cosa significa per Starmer e chi potrebbe sfidarlo
Roma, 14 mag. (askanews) – Dopo 48 ore di esitazioni, anche il ministro della Sanità Wes Streeting ha abbandonato il governo del premier britannico Keir Starmer – senza però lanciare il guanto di sfida al Primo ministro, che ha perso sì un importante membro del suo gabinetto, ma ha se non altro guadagnato un po’ di tempo.
In una lunga lettera Streeting ha infatti auspicato una contesa per la leadership “più ampia possibile”, senza tuttavia candidarsi: il che, a detta degli analisti, significa che non ha (o non ancora) il sostegno degli 81 deputati necessari – o se li ha, come affermano i suoi sostenitori, alcuni di loro sono al governo e non hanno intenzione di perdere la poltrona proprio adesso.
Oltretutto, secondo i sondaggi interni al Labour, in un ipotetico a testa a testa fra Streeting e Starmer a venirne fuori vincitore sarebbe quest’ultimo, e con un ampio margine. La conclusione sembra essere che l’ormai ex ministro ha voluto aumentare la pressione sul premier e, forse, tirare la volata a un altro candidato meglio piazzato (e che in futuro potrebbe dimostrargli la sua gratitudine al momento di ridistribuire i dicasteri).
Un simile candidato di fatto esiste: è il sindaco di Manchester, Andy Burnham, l’unico che i sondaggi di cui sopra danno sicuro vincitore su Starmer. Tuttavia, per la sua discesa in campo esiste un ostacolo istituzionale non secondario: il Primo ministro è tradizionalmente membro della Camera dei Comuni e Burnham ha lasciato Westminster anni fa.
Perché possa correre per la leadership del partito (e quindi del governo) deve forzatamente passare da un’elezione suppletiva in un seggio sicuro – detto in altri termini, un altro deputato del Labour dovrebbe abbandonare il proprio scranno per fargli posto, una procedura non rapidissima e costosa in termini politici.
E qualcuno in realtà sembra che ci sia qualcuno disponibile a fargli posto. Josh Simons, deputato laburista per Makerfield, ha annunciato di volersi dimettere per permettere al sindaco di Manchester, Andy Burnham, di correre alle suppletive: è quanto riporta il quotidiano The Guardian. Se venisse eletto – in una circoscrizione in cui il Labour ha avuto una maggioranza di oltre 5mila voti alle scorse politiche – Burnham potrebbe concorrere per la guida del partito e quindi del governo.
Secondo i sondaggi interni al Labour, Burnham sarebbe il chiaro favorito in una contesa per la leadership: in un ipotetico testa a testa con Starmer otterrebbe il 61% delle preferenze contro il 28% dell’attuale premier.
Ora tocca quindi a Starmer decidere quale sia la miglior strategia per la sua permanenza a Downing Street e per il partito – visto il risultato delle amministrative, non necessariamente coincidenti. Arroccarsi potrebbe dare tempo ai suoi rivali di organizzarsi, rischiando anche di perdere progressivamente credibilità alla guida di un esecutivo sempre più zoppo; fissare una data vicina per la scelta del nuovo leader sarebbe come ammettere la sconfitta ma potrebbe paradossalmente rafforzare le proprie chance di mantenere il controllo del partito.
