Limite mandati, Aggravi: «il  parere degli uffici di Presidenza non era definitivo»
Il presidente del Consiglio regionale Stefano Aggravi
Politica
di Danila Chenal  
il 15/05/2026

Limite mandati, Aggravi: «il parere degli uffici di Presidenza non era definitivo»

La nota costituiva un passaggio preliminare alla richiesta di un parere terzo “pro veritate”; dunque «nessun documento è stato “dolosamente occultato”»

Limite mandati, Aggravi: «il  parere degli uffici di Presidenza non era definitivo».

La nota costituiva un passaggio preliminare alla richiesta di un parere terzo “pro veritate”. Dunque «nessun documento è stato “dolosamente occultato”».

A scriverlo in una nota è il presidente del Consiglio Stefano Aggravi riferendosi a un articolo di La Stampa nel quale si citava una una nota della segretaria generale e dell’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio che, fin dal novembre 2024, avevano messo nero su bianco il fatto che l’art 3, comma 3, della legge regionale n. 21/ 2007 escludeva che il presidente Renzo Testolin e il vice Luigi Bertschy potessero far parte della Giunta in una ulteriore successiva legislatura.

Parere esterno

Scrive ancora il Presidente: «Tengo a precisare, peraltro, che la vicenda non riguarda l’attuale Ufficio di Presidenza. Già nell’ottobre 2024, anche a seguito della richiesta delle due Consigliere dell’allora gruppo Pcp, di fronte a una questione particolarmente complessa e delicata, i dirigenti competenti avevano rappresentato all’Ufficio di Presidenza – guidato dall’allora Presidente Bertin – la necessità di acquisire un parere esterno “pro veritate” da parte di un legale/costituzionalista, nell’esclusivo interesse dell’istituzione».

La nota preliminare

«Il documento richiamato, ossia la nota di analisi degli uffici, non era finalizzato a esprimere un parere definitivo, ma costituiva un passaggio preliminare alla richiesta di un parere terzo “pro veritate”. Già nell’ottobre 2024, infatti, diversi organi di stampa avevano dato conto della possibile esistenza di pareri contrastanti sull’interpretazione della norma».

«Gli uffici chiedevano pertanto all’Ufficio di presidenza di ricorrere ad un parere esterno per richiedere se fossero ipotizzabili interpretazioni diverse dalla nota di analisi formulata dagli uffici del Consiglio regionale. L’Ufficio di Presidenza di allora aveva ritenuto di non avvalersi di un parere esterno visto che si trattava di mere ipotesi non ancora verificatesi» prosegue la nota di Aggravi.

La conclusione della vicenda

«A ottobre 2025, dopo le elezioni regionali, essendosi palesata la situazione, il precedente Ufficio di presidenza – ancora in carica – aveva accolto la richiesta degli uffici del Consiglio di avvalersi di un parere esterno “pro veritate”, poi affidato al professor Lupo. L’obiettivo era chiarire l’interpretazione della norma relativa al limite dei mandati in Giunta, tenuto conto dell’esistenza di interpretazioni formulate da autorevoli costituzionalisti, anche sulla base di letture costituzionalmente orientate che necessitavano di un ulteriore grado di approfondimento. Considerato che sugli atti politici – quali l’elezione del Presidente della Regione e l’elezione della Giunta – non viene espresso dagli uffici un visto di legittimità, si volevano fornire alla politica tutti gli elementi per poter assumere una decisione» conclude Aggravi dopo aver ricostruito la vicenda.

Il ricordo

Ricorda l’allora segretario del Consiglio Paolo Sammaritani (Lega): «Nel novembre del 2024 era prematuro e inopportuno rispondere a una mera ipotesi e quindi richiedere un parere pro veritate esterno». La nota sul limite dei mandati era inserita in un documento più ampio attorno alla richiesta di un parere pro veritate esterno.

«Nel 2025 quando si decise per il ricorso esterno il mio collega Distort ed io votammo contro perché ci pareva inopportuno spendere denari pubblici per una causa privata».

L’ira di Avs

La furia di Alleanza Verdi Sinistra non tarda: «Testolin e Bertschy hanno potuto presentarsi alle elezioni regionali del settembre 2025 come potenziali candidati alla Presidenza e alla Vice presidenza anche se erano ineleggibili a tali cariche e c’era un documento interno all’Amministrazione che lo diceva» tuona. «E poi si sono fatti eleggere ai vertici della Giunta in barba alla legge. Una vergogna totale. Una copertura veramente disonesta che solo il ricorso di Avs e la sentenza del Tribunale di Aosta hanno messo in discussione. La misura è colma. Testolin ora si deve dimettere e deve ritirare il suo ricorso in appello».

(re.aostanews.it)

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