Presentazione del libro “Riparare l’infanzia”: dialogo sul maltrattamento infantile
Roma, 15 mag. – L’Associazione CAF ETS, realtà che dal 1979 ha accolto e curato nelle proprie comunità residenziali oltre 1000 bambini e adolescenti vittime di abusi, organizza l’incontro “E i bambini come stanno? Dialogo sul maltrattamento infantile”, in programma martedì 26 maggio alle ore 10.30 a Milano, presso Anteo Palazzo del Cinema.
In Italia sono oltre 374 mila i minorenni seguiti dai servizi sociali e più del 30% di loro è vittima di maltrattamenti. Nell’87% dei casi le violenze avvengono all’interno del contesto familiare, e la metà delle vittime hanno un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni, con un aumento di circa il 60% dei casi tra il 2018 e il 2023 .
L’evento, patrocinato dall’Assessorato al Welfare e Salute del Comune di Milano e realizzato in collaborazione con ITA2030 e Close to Media, ha l’obiettivo di porre l’attenzione su un’emergenza nazionale e offrire soluzioni concrete attraverso la condivisione di esperienze, dati e best practice. Nel corso dell’incontro sarà inoltre presentato il libro “Riparare l’infanzia. Il modello psicoeducativo nelle comunità dell’Associazione CAF per la cura dei minori vittime di maltrattamento”, redatto dall’equipe psicoeducativa dell’Associazione CAF, che codifica le prassi metodologiche e le linee guida cliniche adottate quotidianamente dai suoi operatori.
Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali è Giovanni Bassetti, Vicepresidente dell’Associazione CAF. Segue una tavola rotonda, moderata da Sabina Fedeli, giornalista e filmmaker, dedicata all’analisi del fenomeno in Italia con la partecipazione di Lamberto Bertolé, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, Paola Ortolan, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano, Adolfo Ceretti, professore di criminologia all’Università Bicocca e Segretario generale del Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale.
“Il Tribunale per i Minorenni è uno dei punti della rete di aiuto – spiega Paola Ortolan, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano. Ha il primario compito di emettere i provvedimenti di protezione di bambini e ragazzi vittime di maltrattamenti e abusi, ma anche quello di sollecitare l’attivazione di percorsi di presa in carico socio-psico-terapeutica dedicati a loro, ma anche alle loro famiglie per recuperare -ove possibile – le relazioni familiari ricostruite dopo il trauma o – quando non possibile – orientare e sostenere i progetti individuali verso l’autonomia o il collocamento in altri contesti familiari”.
“Milano ha oltre 191mila residenti minori. Alcuni di questi, – commenta Lamberto Bertolé, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano – purtroppo, vivono in contesti familiari segnati da particolari fragilità e hanno quindi bisogno di un accompagnamento sociale e da questo punto di vista, l’Italia ha una delle legislazioni più tutelanti per i bambini e le bambine. I servizi sociali milanesi hanno in carico circa 11mila under 18 che usufruiscono di un sostegno importante, nella quasi totalità dei casi all’interno della propria famiglia, anche in un’ottica di prevenzione e contrasto alla povertà minorile. Quando questo non è possibile, per un conclamato pericolo che li riguarda, il tribunale ne dispone l’allontanamento. Per fortuna, questi casi sono residuali: parliamo di meno dello 0,3% rispetto al totale dei residenti, una percentuale molto minore di tanti altri Paese europei. In queste situazioni, i Servizi Sociali e gli Enti come l’Associazione CAF lavorano con pazienza e professionalità per ricostruire un ambiente tranquillo che possa supportare una crescita serena. In un periodo in cui il lavoro sociale è spesso messo in discussione e sotto attacco, anche dalle stesse Istituzioni, è importante ribadire che l’unico obiettivo che ci guida è la tutela dei minori”.
La tavola si conclude con l’intervento di Gustavo Pietropolli Charmet, psicoterapeuta e Presidente onorario dell’Associazione CAF e Laura Calabresi, Consigliere Delegato e Responsabile Clinico CAF, che, partendo dalle evidenze raccolte nel libro “Riparare l’infanzia”, espongono il modello di intervento costruito dall’Associazione in oltre 45 anni di esperienza clinica: un percorso di accoglienza strutturato e professionale, all’interno di comunità residenziali, pensato per accogliere e proteggere i minori che hanno vissuto in contesti di gravi maltrattamenti e trascuratezza materiale, educativa ed emotiva.
“Parlare di infanzia maltrattata significa portare alla luce una realtà complessa e dolorosa. Significa riconoscere che non tutti i bambini crescono in ambienti sicuri, capaci di proteggere e nutrire il loro sviluppo emotivo e fisico. Si¬gnifica, soprattutto, assumersi la responsabilità collettiva di guardare in faccia un fenomeno che riguarda tutti noi e che rappresenta una ferita profonda nel tessuto sociale.” Laura Calabresi – da “Riparare l’infanzia”
Al centro, non solo la cura, ma la possibilità concreta di ricostruire fiducia e autostima, restituire dignità grazie a un approccio scientifico, basato su pratiche professionali integrate che coinvolgono educatori, coordinatori e psicologi. Un modello educativo innovativo e inclusivo, capace di dare a ogni bambino, bambina, ragazzo e ragazza accolti in comunità, un futuro diverso da quello segnato dal maltrattamento. Il libro, frutto del lavoro corale di un gruppo di professionisti che ogni giorno si occupa di supportare bambini, ragazzi e famiglie fragili, vuole essere una riflessione attualizzata sulle pratiche educative e terapeutiche più efficaci nell’aiuto all’infanzia e all’adolescenza vulnerabili.
“Ecco emergere il progetto educativo di fondo della Comunità: riparare i danni arrecati dall’incuria e dal maltrattamento degli adulti nei confronti della mente e del corpo del bambino; averne cura e pretendere che tutti concordino nel rispettare l’integrità di menti e corpi che non possono più essere violati, trascurati, abusati.” Gustavo Pietropolli Charmet – da “Riparare l’infanzia”.
Un contributo certamente utile per tutti coloro che lavorano nel sociale, nella pedagogia e nella cura dei minori, ma anche per tutti coloro che desiderano comprendere meglio le profonde sfide che questi bambini e ragazzi affrontano quotidianamente, con la possibilità di trasformare la loro sofferenza in una risorsa di crescita.
La partecipazione all’evento è libera fino a esaurimento posti. Per confermare la presenza compilare il form CLICCANDO QUI, o inviare una mail a eventi@associazionecaf.org
All’evento si affianca una campagna di brand awareness e sollecitazione al sostegno delle attività di Associazione CAF attraverso la destinazione del 5×1000. Il titolo, che è sempre “E i bambini come stanno?”, vuole coinvolgere il pubblico in una riflessione attiva sul tema. Illustrazioni: Valentina Merzi; Animazioni digitali: Daniele Di Nepi; Agenzia: Tita; Direzione creativa: Giuseppe Mazza

