I Dormienti di Mimmo Paladino a Palazzo Citterio in Sala Stirling
Milano, 16 mag. (askanews) – Palazzo Citterio nella Sala Stirling fino al 26 luglio 2026 ospita i Dormienti di Mimmo Paladino. La mostra curata da Lorenzo Madaro e realizzata da La Grande Brera in stretta collaborazione con l’Archivio Paladino, presenta l’intera serie dei Dormienti: trentadue sculture realizzate in terracotta, tutte provenienti dalla stessa matrice, riallestite in stretto dialogo con l’architettura che le ospita, il piano ipogeo di Palazzo Citterio. Concepiti alla fine degli anni Novanta, quando l’artista li presenta per la prima volta a Poggibonsi nel 1998, i Dormienti sono stati esposti in numerosi contesti, anche internazionali, a partire dalla Roundhouse di Londra nel 1999, per una mostra realizzata con il musicista, autore e produttore Brian Eno che per quella occasione, compose una traccia sonora che accompagnava la visita del pubblico, riproposta anche per l’appuntamento milanese. I corpi dei Dormienti, che ricordano i resti degli abitanti di Pompei e Ercolano sorpresi dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., in realtà traggono ispirazione dai disegni che lo scultore britannico Henry Moore realizzò alle persone rannicchiate nei ricoveri di guerra inglesi durante la seconda guerra mondiale, che nonostante la situazione sembravano dormire sognando.
Il pubblico è invitato a muoversi liberamente in Sala Stirling fra le figure in posizione fetale illuminate perfettamente fra soste e meditazioni, fra silenzi e spazi sonori intensi, fortemente in dialogo con l’energia interna dell’architettura. Il curatore ha definito l’installazione “un cielo capovolto con le figure illuminate come delle stelle dalle luci di Cesare Accetta”.
Il direttore generale della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi durante la presentazione nel Tempietto di Palazzo Citterio: “È una grande mostra quella di Mimmo Paladino con questa installazione storica dei Dormienti che però trova nello spazio algido tardo brutalista della sala Stirling una nuova collocazione davvero evocativa per cui siamo davvero felici perché l’idea del museo è comunque di dare credito a quella Grande Arte del Secondo Novecento e Contemporanea che trova poi in Mimmo Paladino uno dei grandi maestri”. Entusiasta anche Mimmo Paladino: “Funziona tutto perfettamente al di là della maestria anche delle collaborazioni ovviamente, le luci, il sound, ma poi c’è da dire che questo spazio al primo incontro che feci già qualche anno fa mi è sempre sembrato un spazio assolutamente adatto a un mio lavoro – non ho pensato subito ai Dormienti – perché poi mi piace molto lavorare con lo spazio. E poi è venuta questa opportunità e ovviamente l’ho accolta con grande piacere”.
Il percorso espositivo parte idealmente da una sala nascosta, quasi uno scrigno segreto adiacente alla Sala Stirling, che accoglie una serie di quindici grandi disegni inediti, concepita da Paladino venticinquenne nel 1973, da sempre conservata nel suo studio a Paduli e chiamati in questa occasione Dal Sogno di Icaro. L’artista ne parla così: “Inedita, mai esposta, perché erano un gruppo di
disegni giovanili e che fino a un certo punto poi ho sempre tenuto per me, non ho mai esposta; però mi sembravano molto adatti non solo alla saletta perché stranamente anche quella ha una qualità architettonica bella. E poi era bello farli vedere: c’è l’opera germinale e poi anche lì c’è questo tema del sogno di Icaro, quindi c’è comunque un tema totale”.
