Insieme per Cime Bianche torna in campo sul futuro delle Alpi
Comitato Insieme per Cime Bianche
Ambiente, Associazionismo
di Danila Chenal  
il 16/05/2026

Insieme per Cime Bianche torna in campo sul futuro delle Alpi

Per sabato 23 maggio organizza,  alle 20.30, nella sala BCC di Via Garibaldi 3 ad Aosta un dialogo aperto, a ingresso libero, nel quale si parlerà di cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione e si tornerà a ribadire il no ai collegamenti intervallivi costosi e invasivi

Insieme per Cime Bianche torna in campo sul futuro delle Alpi.

Per sabato 23 maggio organizza,  alle 20.30, nella sala BCC di Via Garibaldi 3 ad Aosta un dialogo aperto, a ingresso libero, nel quale si parlerà di cambiamenti climatici e della crescente antropizzazione e si tornerà a ribadire il no ai collegamenti intervallivi costosi e invasivi.

Nel mirino

In Valle d’Aosta, i progetti di collegamento funiviari nel vallone delle Cime Bianche e il collegamento Pila-Cogne sono diventati simboli di questa visione basata sullo sfruttamento.

Ma come valorizzare la montagna tutto l’anno, senza dipendenza dall’innevamento artificiale? Come creare nuove opportunità occupazionali attraverso un’economia più diversificata? Come riaffermare la montagna bene comune, da gestire insieme per le generazioni future.

Gli ospiti

A dialogare saranno due voci autorevoli del panorama nazionale. Luca Rota, scrittore e studioso dei paesaggi montani, da anni impegnato in progetti culturali per lo sviluppo territoriale e la tutela ambientale delle valli alpine.

Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness Italia, attivista e professionista della comunicazione sul tema.

L’incontro nasce dalla sinergia tra il Progetto fotografico “L’Ultimo Vallone Selvaggio. In difesa delle Cime Bianche”, fondato da Annamaria Gremmo – che modererà la serata – Francesco Sisti e Marco Soggetto, e il Comitato “Insieme per Cime Bianche”, nato per la tutela legale del Vallone con il supporto dell’avvocata Emanuela Beacco del Foro di Monza.

Le due realtà hanno già portato la propria voce al Parlamento europeo e al Consiglio regionale valdostano, organizzato oltre 30 serate pubbliche in tutta Italia e avviato una petizione internazionale che ha superato le 21.000 firme.

È attualmente in corso la terza fase della raccolta fondi per sostenere le azioni legali a tutela del Vallone.

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