Gallerie di Sorreley: «non ci sono alternative»; confermata la chiusura di un anno, riapertura prevista per Pasqua 2027
I sindaci dell'Unité Grand Combin
ATTUALITA', viabilità
di Erika David  
il 19/05/2026

Gallerie di Sorreley: «non ci sono alternative»; confermata la chiusura di un anno, riapertura prevista per Pasqua 2027

Rocco: «Mancano 20 giorni, come sindaci dovremo fare miracoli per mettere in piedi un sistema che consenta di muoversi»; Desandré: «monitoreremo gli impatti anche per capire se chiedere misure di sostegno per le attività dei nostri territori»

«Non ci sono alternative». Le gallerie di Sorreley chiuderanno l’11 giugno e riapriranno per Pasqua 2027.

Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco sintetizza così l’esito di una riunione durata oltre due ore questa mattina, martedì 19 maggio, con il presidente della Regione, Renzo Testolin, il capo della protezione civile Valerio Segor, Sav e i sindaci dei comuni interessati.

Nell’incontro i tecnici incaricati da Sav per verificare la possibilità di soluzioni alternative hanno illustrato agli amministratori perché un piano B non è possibile.

Il presidente Renzo Testolin, il capo della protezione civile Valerio Segor, e a destra l’amministratore delegato di Sav, Federico Caniggia

Questione tecniche e di sicurezza

Alla base dell’impossibilità di un’alternativa ci sarebbero questioni tecniche, vincoli che derivano dalla normativa che non consente di sforare la data limite del 30 giugno  2027, ma soprattutto di sicurezza che non permettono un cantiere aperto con il traffico attivo.

«Il lavoro non può essere fatto in modo diverso, per vincoli normativi e di tempo: sulla base di queste non ci sono soluzione alternative» riferisce Rocco.

Le gallerie rimarranno chiuse dall’11 giugno 2026 fino a Pasqua 2027

«Non possiamo che prenderne atto e ci stiamo preoccupando di come gestire gli impatti e la parte di oneri finanziari che da questo impatto deriveranno. Non solo oneri diretti, ma anche oneri di economia sui nostri comuni perché il turismo e i trasporti ne risentiranno».

Il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco

Gli amministratori locali hanno chiesto un confronto anche su questi argomenti che saranno al centro della riunione del Comitato viabilità che sarà convocata a breve proprio per affrontare la gestione dei flussi di traffico e gli impatti.

«Inutile pensare al pregresso – aggiunge il sindaco di Aosta -. Mancano 20 giorni e in questi 20 giorni dovremo fare, come sindaci, i soliti miracoli che si fanno in questi casi per mettere in piedi un sistema che consenta ai cittadini di muoversi tra le vallate, di venire verso Aosta e di far passare i turisti che dovranno attraversare per la città per raggiungere l’autostrada».

questo è il compito che ci spetta nell’immediato futuro, questo quello che dovremo fare, una soluzione la dobbiamo trovare e su questo ci applicheremo.

Bertholin: «gli enti locali potevano essere coinvolti prima»

Il presidente dell’Unité des Communes Monte Emilius, Fabrizio Bertholin, evidenzia come «forse gli enti locali, i territori, informalmente potevano essere informati e coinvolti prima, proprio per evitare di arrivare all’ultimo ad affrontare situazioni complicate».

«Speriamo che col prossimo tavolo sulla viabilità di poter iniziare ad analizzare tutte problematiche e che ci sia pieno supporto della Regione, ma anche di Sav per mettere in atto tutta una serie di attività che mitighino l’impatto».

Desandré: «monitorare le ricadute per richiedere eventuali sostegni»

Il presidente dell’Unité Grand Combin, Gabriel Désandré

Il presidente dell’Unité Grand Combin, Gabriel Desandré si fa portavoce delle istanze degli undici comuni del comprensorio e pensa agli impatti che la chiusura avrà anche sulle attività private.

«Le mosse che porteremo avanti nel futuro, oltre all’organizzazione della vibilità, sarà di non assistere passivamente a questa situazione ma di monitorare le ricadute, soprattutto nel nostro territorio, del cambio dei flussi e delle abitudini della popolazione residente» dice Desandré.

«Quello che ci preoccupa maggiormente è la logistica dei trasporti e la ricaduta sulla valle del Gran San Bernardo e la Valpelline in termini di minori accessi da parte dei turisti – aggiunge -. Saremo attenti a questi dati, li monitoreremo e cercheremo di sostenere l’attività privata dei nostri territori in modo da poter capire se eventualmente dovremo richiedere misure di sostegno nel caso questi dati saranno particolarmente penalizzanti per le attività».

(erika david)

 

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