Dal legno “bostricato” delle foreste trentine al Compasso d’Oro: premiato il progetto IncasTree
Roma, 25 mag. – “IncasTree. Il design per il legno: dalla scuola alle aziende” ottiene la Menzione d’Onore ADI nell’ambito del XXIX Premio Compasso d’Oro, il più autorevole riconoscimento del design italiano promosso da ADI – Associazione per il Disegno Industriale. Un traguardo che valorizza un’iniziativa capace di coniugare design, sostenibilità ambientale, formazione e valorizzazione delle filiere forestali locali certificate.
Il riconoscimento arriva dopo un percorso iniziato con il lancio del progetto nel 2024 e proseguito con la selezione all’ADI Design Index 2025, confermando il valore innovativo di un’esperienza che mette in dialogo scuola, imprese e cultura del legno sostenibile, dove l’uso del legno derivante da piante danneggiate a seguito dell’attacco del Bostrico (coleottero di 5 mm che sta decimando l’abete rosso alpino) viene nobilitato attraverso una visione di design accoppiata alla sostenibilità della gestione dei boschi di origine.
Promosso da PEFC Italia nell’ambito della campagna internazionale “Forests Are Home” e ideato, progettato e diretto dall’architetto e designer Giorgio Caporaso, art director di PEFC Italia, IncasTree nasce in Trentino dalla collaborazione tra il Centro di Formazione Professionale ENAIP di Tesero – prima scuola al mondo certificata PEFC -, Associazione Artigiani Confartigianato Trentino e cinque aziende del territorio specializzate nel settore legno-arredo.
Il progetto si distingue per aver trasformato il legno proveniente dalle foreste colpite dalla tempesta Vaia e dall’attacco del bostrico in una risorsa creativa e produttiva, coinvolgendo gli studenti nella realizzazione di complementi d’arredo ispirati ai principi del circular design: modularità, durabilità, riparabilità, disassemblabilità e riciclabilità. In questo contesto, il ruolo di PEFC Italia è stato centrale nel promuovere l’utilizzo di legno da abeti colpiti dal bostrico proveniente da foreste gestite in modo sostenibile e nel favorire una maggiore consapevolezza sul legame tra materiali, tracciabilità e responsabilità ambientale. Un percorso che unisce cultura del progetto, attenzione ai materiali e valorizzazione delle competenze artigianali locali, il tutto con il fattore comune della certificazione forestale PEFC.
La Menzione d’Onore ADI riconosce così il valore culturale e sociale di un’iniziativa che interpreta il design non soltanto come esercizio estetico, ma come strumento capace di generare impatto positivo sui territori e sulle comunità.
“Questo riconoscimento rappresenta un segnale importante per tutto il mondo della progettazione sostenibile”, dichiara Marco Bussone, Presidente di PEFC Italia. “IncasTree dimostra concretamente come la certificazione forestale possa dialogare con il design contemporaneo, creando valore ambientale, sociale ed economico. Attraverso la collaborazione tra scuola, imprese e territorio, il progetto ha saputo trasformare una criticità ambientale in un’opportunità di innovazione e formazione”.
“Ricevere la Menzione d’Onore al XXIX Compasso d’Oro ADI è per me motivo di grande orgoglio e rappresenta un importante riconoscimento per un percorso di ricerca e progettazione che da anni porto avanti nel campo del design sostenibile e circolare,” dichiara l’architetto Giorgio Caporaso. “Questo progetto ha saputo dimostrare come il design possa essere non solo uno strumento creativo, ma anche un motore di coinvolgimento e trasformazione, capace di attivare il territorio e mettere al centro le persone. L’entusiasmo e la partecipazione con cui la comunità ha accolto e vissuto il progetto ne sono stati la conferma più significativa. Aver ideato, sviluppato e guidato questa iniziativa insieme ai partner che hanno contribuito con impegno e convinzione alla sua realizzazione ha rappresentato per me un’esperienza di grande valore umano e professionale. Ciò che considero più importante è aver costruito, attraverso il progetto, una rete di collaborazioni capace di lasciare un impatto concreto sul territorio e di continuare a crescere nel tempo, generando nuove possibilità e nuove connessioni. Quando si parla di buone pratiche nel design, credo che esperienze come questa siano la dimostrazione di come sia possibile coniugare visione, responsabilità e partecipazione in modo autentico e tangibile.”
“Il progetto IncasTree ha voluto dare una seconda vita al legno azzurrato (il colore deriva della contaminazione fungina conseguente all’attacco del bostrico): un materiale nato dal legno delle foreste colpite dal bostrico che, invece di essere trattato come uno scarto, è stato reinterpretato come una risorsa dal forte valore estetico, ambientale e culturale”, dichiara la Professoressa Giada Mearns, coordinatrice del CFP ENAIP di Tesero, che ha seguito il coordinamento operativo del progetto curando il rapporto con le aziende partner, l’organizzazione delle attività e il coinvolgimento degli studenti. “Sono stati i ragazzi stessi che hanno voluto trasmettere un messaggio concreto: anche da una criticità ambientale può nascere innovazione, se si mettono in rete competenze, creatività e responsabilità verso il territorio. IncasTree e il legno azzurrato raccontano una trasformazione positiva, perché portano con sé la memoria delle foreste trentine ma anche una nuova possibilità di utilizzo sostenibile e di design contemporaneo. Abbiamo voluto trasformare questa fragilità del territorio in un’opportunità creativa, educativa e produttiva, mostrando ai ragazzi come sostenibilità e innovazione possano generare valore concreto. Quando gli studenti possono confrontarsi con processi produttivi autentici, materiali sostenibili e professionisti del settore, la formazione diventa esperienza reale e crea competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Questo riconoscimento premia non solo un progetto di design, ma una visione educativa e culturale che mette al centro il valore del recupero, della sostenibilità e della filiera locale”.
Oltre all’aspetto progettuale e ambientale, IncasTree si è distinto anche per il suo impatto sociale e formativo: il progetto ha infatti contribuito a rafforzare il dialogo tra scuola e impresa, creando nuove opportunità professionali per i giovani e valorizzando le competenze delle filiere artigiane locali. Un modello virtuoso che dimostra come il design sostenibile possa diventare leva concreta di sviluppo territoriale e innovazione responsabile.
