Roma, torna “Caracalla Danza”: performance nel sito archeologico
AskaNews
di admin Administrator  
il 25/05/2026

Roma, torna “Caracalla Danza”: performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) – Presentata oggi a Roma la nuova edizione di “Caracalla Danza”, festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, che mostra il meglio della danza internazionale e allo stesso tempo è un appuntamento di grande rilievo nella programmazione culturale della Capitale.

L’edizione 2026 si apre con una novità: una iniziativa site specific dal 26 al 28 giugno, con il CCN/Aterballetto protagonista di un percorso a sorpresa negli spazi celebri – e in altri segreti e nascosti – del complesso archeologico, curato da Diego Tortelli, mentre dal 30 giugno al 5 luglio sono previsti spettacoli da palcoscenico sullo Specchio d’Acqua.

“Caracalla Danza rappresenta una iniziativa importante per le Terme di Caracalla – ha dichiarato Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – perché offre alla città linguaggi contemporanei capaci di dialogare con la sua identità storica e monumentale. La danza, in questo contesto, non si sovrappone al paesaggio archeologico, lo accompagna, lo valorizza, dando al pubblico una esperienza intimamente legata al luogo. Le passate edizioni hanno confermato l’importanza di creare occasioni culturali che sappiano unire tutela, ricerca artistica e partecipazione, rendendo le Terme un sito archeologico e anche uno spazio di produzione culturale”.

“Caracalla Danza” nasce con un’installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d’Acqua inaugurato nel 2024 con la coreografia “Rhapsody in blue”, le immagini di quella serata hanno fatto il giro del mondo: una performance nitida ed emozionante, senza che nessun apparato scenico distraesse dalla bellezza assoluta del monumento alle spalle dei performer. Da quel successo è nata l’idea di dare continuità all’esperienza e alle sue caratteristiche: “Caracalla Danza” 2025, organizzato al calar del sole, ha offerto allo spettatore un’immersione totale in un’esperienza visiva di grande naturalezza. Come se quei corpi si collocassero fuori dal tempo.

“La valorizzazione del patrimonio monumentale – ha detto Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto – è uno dei nostri ambiti progettuali più importanti. Il corpo che danza su un palcoscenico è un meraviglioso segno estetico e coreografico, ma quando si lavora in site specific il pubblico scopre emozioni diverse. Emergono risonanze inattese con i luoghi, e la vicinanza agli interpreti trasforma l’esperienza sia della danza che del paesaggio monumentale attraversato”.

L’edizione 2026 mette ulteriormente a fuoco una duplice missione: valorizzare il sito archeologico nel suo articolato significato con la performance site specific, e ricreare la magica atmosfera degli spettacoli serali, nella quale paesaggio archeologico e immagini dei danzatori si riflettono insieme nello specchio d’acqua, sigillati dai colori di un tramonto romano. Quest’anno si aggiungono come partner artistici del progetto il Teatro dell’Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

Dal 26 al 28 giugno (con repliche alle 18:00, 19:15 e 20:30) “Découverte: Caracalla” è una nuova creazione in site-specific, prodotta appositamente per le Terme di Caracalla e coreografata da Diego Tortelli, con danzatori e una violoncellista che attraverseranno con gruppi di visitatori/spettatori gli spazi delle Terme, dallo specchio d’acqua al mitreo sotterraneo. Una sorta di visita guidata alle Terme di Caracalla, tra le architetture interrotte, i volumi mancanti, e proprio questa assenza che diventa materia. La coreografia si costruisce a partire da qui: non riempie lo spazio, lo ascolta; non impone una forma, si lascia attraversare da ciò che persiste; non è una ricostruzione, ma un atto di presenza. Eppure, al centro di tutto, c’era l’acqua. In questo lavoro l’acqua non viene rappresentata, ma evocata: nei flussi del movimento, nelle transizioni, nella qualità del tempo. Lo spettatore non è chiamato a osservare una storia, ma a entrare in una condizione sensoriale, in cui il passato non viene rappresentato, ma riemerge come eco fisica, come temperatura che ancora si avverte senza poterne più individuare l’origine.

Il 30 giugno andrà in scena “Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni”, dove danza e musica si incontrano, si intrecciano e si trasformano in performance inedite. Un progetto nato nel 2025 dal Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni con la volontà di creare uno spazio creativo in cui coreografi e musicisti lavorino fianco a fianco, dando forma a opere che nascono dall’improvvisazione e dalla reciproca ispirazione. L’obiettivo del progetto è di esplorare nuovi modi di interazione tra movimento, suono e spazio, favorendo una relazione fluida e spontanea tra le discipline. Danzatori e musicisti attraverso la sperimentazione artistica si spingono oltre i confini tradizionali della composizione, creando brevi performance che esprimano l’intensità di questo incontro. (danzatori: Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola, musicisti: Simone Zanchini (fisarmonica) e Michele Rabbia (percussioni).

Da venerdì 3 a domenica 5 luglio, in programma tre creazioni del CCN/Aterballetto: “Preludio” di Diego Tortelli, “An Echo, A Wave” di Philippe Kratz e “Bliss” di Johan Inger (con inizio alle 20:30).

Creazione per 5 interpreti, “Preludio” è costruita attorno ad alcuni dei più intensi brani del cantautore australiano Nick Cave, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. In questi suoi brani Cave affronta l’intreccio tra temi come l’amore, il “credo”, la dipendenza, l’ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro, a un concerto, a un museo, per comprendere, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi, per analizzare noi stessi.

“An Echo, A Wave” rimanda al mare, luogo di meraviglia, di sogni e promesse; guardando il fluire del movimento di un danzatore, si ritrova a volte quel moto naturale e ininterrotto delle superfici marine. E due persone che ballano passano sempre attraverso stati d’animo diversi, emozioni contrastanti, vicinanza e distanza. Infine “Bliss” è uno dei cavalli di battaglia del CCN/Aterballetto. Solo e proprio per Caracalla la coreografia di Johan Inger viene ripresa dalla compagnia con un cast tutto nuovo, in occasione del suo decimo anniversario dal debutto nel 2016.

“Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo è la musica del Koln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha ispirato e toccato milioni di persone grazie al suo perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita – ha detto Johan Inger – il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva”.

[Daniela Porro: Terme di Caracalla spazio di produzione culturale|PN_20260525_00070|gn00 in02 ma00| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260525_141049_59A94990.jpg |25/05/2026 14:11:03|Roma, torna “Caracalla Danza”: performance nel sito archeologico|Danza|Spettacolo]

Chiusura gallerie Sorreley e Signayes: Avs chiede stop ai Tir
I 3 consiglieri regionali di Avs hanno inviato la richiesta alla Presidenza della Regione chiedendo il divieto di transito ai mezzi pesanti senza origine o destinazione in Valle d’Aosta e nel Vallese
il 25/05/2026
I 3 consiglieri regionali di Avs hanno inviato la richiesta alla Presidenza della Regione chiedendo il divieto di transito ai mezzi pesanti senza orig...